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La possibilità che Tria possa presentare un obiettivo di deficit addirittura inferiore a quello stimato dalla Commissione europea per il 2019, sta alimentando un ritrovato ottimismo sul mercato obbligazionario, con il BTP 2 anni ritornato sotto all’1%. L’Italia inoltre sta recuperando di spread anche verso la periferia, in particolare verso la Spagna. Si tratta di segnali che lasciano aperta la possibilità di continuazione di tale trend virtuoso almeno fino alla prossima riunione BCE del 13 settembre.
Borse: l’ottimismo sul mercato obbligazionario italiano trova meno sponda su quello azionario, in particolare riferimento al nord Europa, dove pesa il temuto effetto contagio delle turbolenze sui mercati emergenti ed il nuovo round di dazi minacciati da Trump.
La notizia di un primo afflusso di capitali verso l’area Euro potrebbe preludere ad un andamento positivo tra fine settembre ed ottobre. Una rondine non fa primavera ma un primo segnale dopo 25 settimane di buio rappresenta almeno uno spunto di riflessione, se letto congiuntamente anche al rallentamento degli afflussi verso USA ed a qualche primo segnale di calo di alcuni settori che avevano finora ben tenuto negli Usa come quello dei semiconduttori, particolarmente colpiti dall’eventuale nuovo corposo round di dazi alla Cina.
Btp: Il rally dei BTP potrebbe ancora durare nei prossimi giorni almeno fino alla data della BCE (13 settembre)
Borse Europa: Le borse europee potrebbero ancora risentire dell’impatto dazi /crisi emergente. La situazione potrebbe però cambiare verso fine mese/inizio ottobre. L’apertura di settembre con un afflusso di capitali verso l’azionario Europa rappresenta un primo, seppur timido, segnale. In tale direzione anche il fatto che, mentre gli indici azionari mergenti scendono, sta aumentando l’ammontare di posizioni al rialzo su tali mercati, come testimoniato dall’andamento delle call su ETF Usa su mercati emergenti (EEM).
Treasury: oggi il dato sul mercato del lavoro potrebbe ribadire la forza dell’economia Usa. Gli ultimi aggiornamenti delle stime Fed sul Pil del terzo trimestre sonio al 4,2%.
Nel breve: il tasso decennale Usa potrebbe temporaneamente avvicinarsi alla soglia del 3%, in seguito alla drastica riduzione della liquidità in mano ai fondi pensione a causa della riduzione della deducibilità (dal 35% al 21%) per le aziende delle contribuzioni ai fondi pensione che entrerà in vigore dal 15 settembre. I fondi pensione sono tipicamente acquirenti di Treasury a lungo termine. Di conseguenza un calo della liquidità in mano ai fondi pensione ridurrebbe nel breve gli acquisti su tale tratto di curva generano un temporaneo rialzo dei tassi/irripidimento della curva
In prospettiva fine anno: i mercati azionari Usa potrebbero risentire nel quarto trimestredel rallentamento prospettico della crescita dopo due trimestri intorno al 4%. A beneficiarne potrebbero essere i Treasury a fine anno con obiettivo sul tasso decennale in area 2,30%.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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