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Tassi & Spread: l’attesa delle ingenti emissioni governative alla vigilia della BCE di domani sta contribuendo alla risalita dei tassi che sta interessando anche gli USA, dove tra oggi e domani sono attese emissioni per 38Mld$ di Treasury a 10 e 30 anni. Alla viglia delle emissioni italiane di domani e dopo il cospicuo rally al ribasso dello spread e dei tassi, comprensibili le prese di profitto che potrebbero continuare fino alle aste di domani, con lo spread che si è fermato in area 250pb. Si è assistito nuovamente a segnali di allargamento dello spread italiano vs Spagna e Portogallo
Il rialzo dei tassi Treasury è in parte anche legato ad una riduzione della deducibilità (dal 35% al 21%) dei contributi delle aziende ai fondi pensione a partire dal 15 settembre. È probabile che le aziende Usa nei mesi scorsi abbiano fortemente incrementato le contribuzioni per sfruttare la più favorevole quota deducibile.
I fondi pensione a loro volta hanno investito buona parte di tali fondi in Treasury a lunghissima duration in forma prevalentemente di strip. Non a caso negli ultimi mesi si è assistito ad un forte aumento della quota di Treasury detenuta dal sistema sotto forma di strip.
Complessivamente rimane l’intonazione positiva del comparto obbligazionario governativo italiano, a giudicare da come la curva Btp 2-10 anni stia consolidando lo spread sopra i 200 pb e dalla composizione relativa dei volumi tra short e long btp future, con questi ultimi ben al di sopra dei primi. La pausa intorno ai 250 pb è fisiologica tra oggi e domani, in attesa sia delle citate aste sia della riunione BCE. IL movimento di riduzione dello spread potrebbe continuare successivamente nel corso delle prossime settimane, in vista anche dei numeri definitivi del DEF.
Borse Usa: l’intonazione positiva rimane, sulla scia anche dell’attesa di buoni dati sul fronte crescita che potrebbero evidenziare una crescita intorno al 4% anche per il trimestre in corso.
Attenzione nei prossimi giorni però ad eventuali prese di beneficio temporanee a mano a mano che si avvicina l’incontro Fed del 26 settembre e la decisione di Trump sul tema dazi alla Cina. Indicazioni in tal senso stanno arrivando anche dalla recente fase di calo dell’indice SOX sui semiconduttori. Da monitorare anche la trimestrale di Oracle (prossimo lunedì).
Su un orizzonte più lungo, è interessante notare come il lungo rally dei listini Usa sia stato accompagnato dal forte incremento dell’indebitamento governativo complessivo (federale e locale), prossimo ai 22.000 Mld$.
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