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Durante la conferenza stampa di oggi Draghi ha deciso di usare toni relativamente da falco, pur riconoscendo che lo slancio economico degli ultimi tempi è alquanto debole. Ci sono state preoccupazioni sui mercati riguardo una serie di dati deludenti nell’ultimo mese, tra cui l’indice PMI di ieri, tuttavia i segnali non sono stati forti abbastanza da modificare la posizione assunta dalla Bce.
In questo momento è molto difficile separare e distinguere i diversi fattori che stanno impattando sull’economia. Mentre alcuni sono specifici del singolo Paese e/o settore (Draghi per esempio ha menzionato il settore automobilistico tedesco), altri sono legati a fattori di incertezza globali quali le tensioni commerciali e la volatilità sui mercati.
Nonostante questi venti sfavorevoli, la politica monetaria rimane piuttosto accomodante e il regime fiscale è meno restrittivo rispetto al passato. Da questa prospettiva, la zona Euro è ben posizionata per continuare la sua espansione, anche se ad un ritmo inferiore rispetto all’anno scorso.
Guardando al futuro, ritengo che sia piuttosto difficile che la Bce si discosti dalla sua posizione attuale, in particolare se consideriamo il piano di acquisti. Se le fragilità economiche dovessero espandersi nei mesi a seguire, è più probabile che vengano modificate le linee guida sui tassi di interesse piuttosto che il QE venga esteso più in la del dicembre 2018.
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