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Il mercato italiano, compresa l’industria dell’asset management, è da anni fortemente impegnato nel migliorare la cultura e l’attività di corporate governance aziendale.
Dagli ultimi dati di aprile, il patrimonio gestito dalla nostra industria in Italia supera i 2 miliardi di euro, registrando una crescita di oltre il 100% in 6 anni. Il valore degli asset che gestiamo è quasi il 50% della ricchezza finanziaria del Paese; il 122% del prodotto interno lordo domestico del 2017 e il 93% del totale del debito pubblico italiano.
L’Italia, da anni, vanta un sistema di corporate governance considerato tra i più avanzati al mondo. L’Italia è stata tra i primi promotori di un Codice di Corporate Governance, adottato durante gli anni ’90, e ha creato uno dei migliori sistemi di elezione dei board aziendali: il sistema del Voto di Lista che opera in modo che gli interessi degli azionisti di minoranza siano adeguatamente rappresentati e allo stesso tempo responsabilizza il board rendendolo indipendente a beneficio degli interessi degli investitori.
Il Codice di Corporate Governance italiano e il sistema del Voto di Lista sono i principali pilastri del nostro sistema di Corporate Governance, insieme alla Stewardship: nel 2013 Assogestioni ha adottato i Principi italiani di Stewardship implementando il codice di Stewardship di EFAMA. L’esercizio della Stewardship è una componente importante dell’attività di asset management, soprattutto considerando il ruolo che gli asset manager giocano nel sistema economico. Sicuramente è fondamentale consegnare performance e un’allocazione efficiente del capitale investito, ma penso che potremmo assumere anche una posizione centrale nel promuovere uno sviluppo sostenibile dei mercati finanziari e dell’economia.
Quest’approccio integrato dovrebbe definire la nuova identità e la nuova direzione della nostra industria.
Consapevoli delle nostre responsabilità sociali e dell’impatto della nostra attività d’investimento, in Eurizon per esempio cerchiamo opportunità che ci permettano di supportare nuove aziende innovative che facciano la differenza in senso positivo nella nostra società, offrendo risultati di lungo periodo per i nostri clienti. In quanto investitori attivi e impegnati, studiamo i fondamentali del business e come si coniugano con la strategia aziendale complessiva.
Io penso che dovremmo chiedere a noi stessi dove ci posizioniamo nell’ecosistema finanziario valutando le conseguenze delle nostre azioni o della mancanza di azioni e considerando la forte responsabilità che abbiamo verso i nostri clienti e la società.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Generali Real Estate: completato il Polo Logistico Piacenza da 470
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