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Alle elezioni turche di domenica 24 giugno, la posta in gioco è alta. A seguito dei cambiamenti costituzionali che hanno aperto la strada ad una Presidenza Esecutiva, le elezioni parlamentari e presidenziali turche sono le più combattute da parecchio tempo.
Quando il Presidente Recep Tayyip Erdogan e il suo partito al potere AKP hanno annunciato le elezioni anticipate ad aprile, sembravano essere sicuri delle loro prospettive di vittoria e in effetti ci si aspetta ancora che Erdogan vinca la presidenza al secondo turno. Tuttavia, la performance forte dell’opposizione durante la campagna elettorale le dà una piccola possibilità di ottenere la maggioranza in parlamento, formando una coalizione di quattro partiti per sottrarre all’alleanza AKP-MHP la maggioranza parlamentare.
Non importa chi sarà al potere, i decisori politici devono agire velocemente per affrontare gli squilibri macroeconomici della Turchia, che hanno radici profonde, per andare verso un quadro di politiche più ortodosso e coordinato. Ciò significa che il governo deve rinunciare a perseguire l’impossibile trinità di alta crescita, bassi tassi d’interesse e bassa inflazione.
Gli sforzi recenti della Banca Centrale della Repubblica di Turchia (CBRT) per riottenere credibilità con un forte rialzo dei tassi e una semplificazione del quadro di politica monetaria rappresentano una tappa necessaria che va nella direzione giusta. Ma rimane ancora incertezza sul fatto che questo sia un avvenimento unico, con il benestare della presidenza, messo in campo per ancorare la lira nel periodo che precede le elezioni oppure se si tratti di una mossa più vera verso decisioni di politica monetaria più indipendenti che verranno mantenute qualsiasi sarà il risultato delle urne. Naturalmente, se i segni di un rallentamento economico diventassero più visibili e con attese di un contesto difficile per l’inflazione nel breve termine, l’indipendenza della banca centrale potrebbe essere testata di nuovo dopo le elezioni.
Rimane anche l’incertezza sul coordinamento delle politiche future tra la CBRT e il Ministero delle Finanze. Data l’espansione fiscale in corso, i rialzi dei tassi d’interesse semplicemente non sono sufficienti. Il Ministro delle Finanze Naci Agbal ha dichiarato di recente che la Turchia ha bisogno di consolidamento fiscale in linea con una politica monetaria più aggressiva. Tuttavia, gli economisti osserveranno da vicino se questi commenti siano stati fatti in buona fede e se rimarrà ancora in carica dopo le elezioni.
La composizione del team economico subito dopo le elezioni indicherà se sia probabile che la CBRT abbia campo più libero e se, con il nuovo governo, ci sarà più coordinamento nelle politiche. Se il Presidente e il parlamento saranno di partiti diversi, ciò potrebbe annunciare un periodo di paralisi politica, seguito da possibili elezioni anticipate nel 2019. La preoccupazione è che questo scenario politico non offrirebbe sostegno ad un mix di politiche ortodosse risolute che ripristini la fiducia, qualcosa di cui la Turchia ha urgente bisogno per evitare ulteriori pericoli economici e finanziari, specialmente in uno scenario globale più arduo.
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