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Il Governo invece di disincentivare la concorrenza sleale e far emergere il sommerso incentiva la chiusura dei piccoli esercizi.
Infatti, la cedolare secca introdotta nel 2019 sugli affitti di immobili a uso commerciale non è stata confermata per il 2020 e senza il forfait al 21% sull’affitto la pressione fiscale potrà arrivare al 48%.
Dunque, la norma introdotta un anno fa con la legge di Bilancio per limitare la gravissima crisi dei locali commerciali è stata revocata piuttosto che perfezionata, dal momento che era stata costruita soprattutto per i proprietari dei locali mentre si sarebbe dovuto correggerla subordinandola alla concessione di un canone concordato al locatario.
Tecnoborsa esprime dunque preoccupazione per questa cancellazione e per il conseguente rischio chiusura di molti esercizi commerciali, specie i piccoli, invece di cercare di recuperare il
mezzo milione circa di negozi sfitti; inoltre, senza la cedolare secca i proprietari saranno nuovamente soggetti all’Irpef, all’addizionale regionale, all’addizionale comunale e all’imposta di
registro, per un carico fiscale che – come da più fonti sottolineato – potrà arrivare a superare il 48% del canone, cui vanno aggiunti l’Imu-Tasi, le spese di manutenzione dell’immobile e il rischio morosità.
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