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6 Marzo 2026

Oltre l'involucro: perché il facility management è l'anima strategica del real estate

di Alfeiro Paolillo, Presidente IFMA

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Un edificio non è solo un insieme di cemento, impianti e software avanzati. È un organismo vivente che deve garantire benessere, sicurezza e produttività per decenni. Tuttavia, oggi assistiamo ancora troppo spesso a un paradosso: la creazione di opere di rilievo che, una volta consegnate, si rivelano difficili da gestire e insostenibili nei costi.

Perché accade? La risposta risiede nel metodo.

La tecnologia da sola non crea edifici sostenibili e funzionali. Offre opportunità rilevanti, ma un modello digitale, per quanto accurato, è inutile senza un professionista che sappia porgli le giuste domande e trasformare i dati in decisioni. Il facility manager è quel professionista e va coinvolto sin dalle prime fasi della progettazione. E questo non solo perché a lui andrà l'onere di gestire l'immobile, ma anche perché è la figura che meglio di tutte conosce l'azienda che andrà a occupare quell'edificio, rendendolo un'entità viva. Conosce le esigenze di ogni impiegato in termini di spazi e servizi, ma anche le strategie di più alto livello dell'organizzazione. Il suo lavoro è proprio quello di bilanciare tutte le necessità e richieste provenienti da ogni parte dell'azienda con gli obiettivi espressi dal top management.

Avere una figura del genere al tavolo di progettazione significa poter contare su un ampio bagaglio di esperienza e competenze, grazie al quale prevedere l'impatto di ogni scelta architettonica sulla manutenzione e sulla funzionalità futura degli spazi. È il professionista che bilancia l'estetica di oggi con l'efficienza di domani. Farlo entrare in gioco solo al termine di una filiera immobiliare in cui ognuno mira a raggiungere il proprio obiettivo a breve termine, alla lunga creerà edifici imperfetti e difficili da gestire, con detrimento per tutti. Il successo di ogni settore passa invece per l'abbattimento delle barriere tra chi progetta, crea e gestisce, grazie all'individuazione di un obiettivo comune.

È quello che facciamo in IFMA Italia, dove da sempre lavoriamo per far dialogare la domanda e l'offerta di servizi, creando uno spazio comune in cui idee ed esperienze possano circolare liberamente e generare valore.

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