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16 Settembre 2015

Invimit col fondo immobilare i3 core inciampa a Pisa

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La ristrutturazione della Paradisa s’allontana in seguito a un passaggio degli immobili dell’Inail (che ne era proprietaria) a un altro ente previdenziale. Doveva essere un progetto-modello per il recupero di uno degli stabili più imponenti della periferia e per incrementare la capacità di accoglienza degli studenti universitari.

E invece, come riporta il Tirreno, il piano di ristrutturazione della Paradisa si è arenato negli abissi della burocrazia. Il passaggio immobiliare dei beni dell'Inail, ente proprietario della struttura di via Paradisa, all'Invimit e lo stralcio dei cinque milioni destinati al recupero dell'immobile e ad altre due residenze studentesche dal piano di sviluppo della Regione, hanno praticamente azzerato l'accordo stipulato nel 2013 tra l'Azienda regionale per il diritto allo studio regionale (Dsu) e l'Inail per consentire la ristrutturazione e la riapertura della struttura.

La partecipazione, a partire dall'agosto 2014, dell'Inail al fondo di investimento “i3 core” della Invimit - società di gestione del risparmio del ministero dell'Economia e delle finanze costituita nel 2013 per la valorizzazione e la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico - ha bloccato il passaggio della struttura al Dsu. I ritardi nel recupero dell'immobile sono emersi con un'interpellanza della consigliera comunale di Sel Simonetta Ghezzani discussa durante l'ultima seduta dell'assemblea cittadina. Invimit sta eseguendo una sorta di inventario del patrimonio immobiliare di Inail ed è in corso di definizione la lista di strutture che passeranno sotto la gestione della società che fa capo al ministero dell'Economia.

«Fino a quando questo percorso non sarà concluso - sottolinea l'assessore con delega al diritto allo studio universitario Andrea Ferrante rispondendo all'interpellanza - lo stato della Paradisa resterà bloccato».

Lo stralcio delle risorse dal piano di sviluppo è invece secondo l'assessore “tecnico” e dovrebbero essere recuperate. Costruito in vista del Giubileo del 2000 per accogliere i pellegrini, dal 2003 l'immobile era stato concesso dall'Inail (in affitto) all'allora Azienda pisana per il diritto allo studio. Nell'immobile (522 posti letto per studenti borsisti) si erano però da subito riscontrate gravi carenze strutturali fin dai primi anni. A causa del rapido deterioramento, la struttura è stata chiusa nel 2009 e da allora il Dsu non ha più potuto coprire il fabbisogno di posti alloggio, mentre per la proprietà dell'immobile si succedevano aste deserte a cui la stessa Dsu è stata impossibilitata a partecipare per l'elevato valore di mercato. Nel 2013, dopo ripetute proteste delle organizzazioni studentesche, quello della Paradisa diventa un caso nazionale a seguito di un blitz di Striscia la Notizia: Vittorio Brumotti, con le famose acrobazie a bordo della sua bici, denuncia lo stato di abbandono dell'edificio. Poche settimane prima erano però ripresi i contatti tra i due enti (Inail e Dsu) che hanno portato ad un accordo per la ristrutturazione della struttura con la stipula di contratto di locazione che prevedeva una concessione di 25 anni con i costi, stimati in 3,5 milioni di euro e poi lievitati a 5, da detrarre dal canone di affitto. Un progetto, destinato però a rimanere ancora a lungo sulla carta.

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