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21 Aprile 2026
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Il Comune di Bologna ha introdotto una serie di modifiche per facilitare l'accesso al fondo di rotazione per gli affitti (attivo dal luglio 2011, ma che si è rivelato un flop, visto che in poco più di un anno e mezzo hanno chiesto il prestito solo 37 persone per un totale di 31mila euro su un plafond di 400mila euro a disposizione).
Palazzo Accursio sta tentando dunque di salvare il progetto: i requisiti di base restano due (residenza nel Comune di Bologna, anche temporanea, e un contratto d'affitto stipulato non più tardi di sei mesi prima della richiesta), ma è stato ampliato il range di età dei destinatari del prestito, abbassandone la soglia.
Ora il fondo è accessibile a giovani residenti tra i 18 e i 35 anni, mentre prima era destinato solo alla fascia 25-35anni.
Ammesso poi qualunque tipo di contratto d'affitto (e non più solo quello a canone concordato).
Cambiate anche le modalità di utilizzo del denaro: se prima era obbligatorio pagarci l'affitto o i mesi di caparra, ora si possono usare anche per allacciare le utenze e comprare i mobili per l'arredamento.
“Abbiamo lavorato per rilanciare questo fondo che purtroppo negli anni scorsi non ha ottenuto i risultati sperati – ha spiegato l'assessore alla Casa del Comune di Bologna, Riccardo Malagoli, presentando alla stampa le novità -.
Ci auguriamo che ora, con queste nuove condizioni allargate, ci saranno molte richieste e speriamo di poter spendere tutti i soldi del fondo”.
“Ci dispiacerebbe restituirli al ministero – ha aggiunto l'assessore - il fondo, infatti, è vincolato a questo tipo di utilizzo e non è possibile recuperare quei 400mila euro per altri scopi.
Tra l'altro, se il fondo riscuotesse successo e i soldi verranno richiesti e dati ai giovani, dopo il denaro da questi restituito servirà ri-alimentare automaticamente il fondo, che funziona appunto a rotazione.
Palazzo Accursio sta tentando dunque di salvare il progetto: i requisiti di base restano due (residenza nel Comune di Bologna, anche temporanea, e un contratto d'affitto stipulato non più tardi di sei mesi prima della richiesta), ma è stato ampliato il range di età dei destinatari del prestito, abbassandone la soglia.
Ora il fondo è accessibile a giovani residenti tra i 18 e i 35 anni, mentre prima era destinato solo alla fascia 25-35anni.
Ammesso poi qualunque tipo di contratto d'affitto (e non più solo quello a canone concordato).
Cambiate anche le modalità di utilizzo del denaro: se prima era obbligatorio pagarci l'affitto o i mesi di caparra, ora si possono usare anche per allacciare le utenze e comprare i mobili per l'arredamento.
“Abbiamo lavorato per rilanciare questo fondo che purtroppo negli anni scorsi non ha ottenuto i risultati sperati – ha spiegato l'assessore alla Casa del Comune di Bologna, Riccardo Malagoli, presentando alla stampa le novità -.
Ci auguriamo che ora, con queste nuove condizioni allargate, ci saranno molte richieste e speriamo di poter spendere tutti i soldi del fondo”.
“Ci dispiacerebbe restituirli al ministero – ha aggiunto l'assessore - il fondo, infatti, è vincolato a questo tipo di utilizzo e non è possibile recuperare quei 400mila euro per altri scopi.
Tra l'altro, se il fondo riscuotesse successo e i soldi verranno richiesti e dati ai giovani, dopo il denaro da questi restituito servirà ri-alimentare automaticamente il fondo, che funziona appunto a rotazione.
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