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25 Marzo 2026
25 Marzo 2026
Alla vigilia del prossimo FM Day, il presidente di IFMA Italia, Alferio Paolillo, illustra lo stato del settore del facility management e le sfide da affrontare per proseguirne la crescita.
Qual è il quadro attuale del facility management in Italia?
Il settore dell'FM in Italia è in crescita. Dall'osservatorio dell'associazione emerge ottimismo per il presente e per il futuro: come ha mostrato una recente ricerca del nostro centro studi, le aziende lato domanda hanno imparato a formulare richieste più precise e a porsi in modo più consapevole rispetto al facility. Stanno cogliendo il valore strategico dei servizi, non più visti come un mero centro di costo ma come un motore di crescita per l'intera organizzazione. In questo percorso, realtà come IFMA Italia hanno avuto e continuano ad avere un ruolo chiave: da trent'anni promuoviamo cultura, metodo e standard, mettendo a disposizione ricerca, formazione e una comunità di professionisti che condividono esperienze e buone pratiche.
Quali sono gli aspetti su cui resta ancora da lavorare?
Un fronte storico è la pubblica amministrazione: il facility non ha ancora espresso qui tutto il suo potenziale, pur essendo per molti versi lo sbocco naturale dei servizi integrati. Come associazione lavoriamo da tempo per colmare questo gap, favorendo modelli di gestione che abbracciano non solo gli edifici, ma anche i servizi per aree urbane più estese. Altro tema rilevante è la formazione: oggi c'è una carenza diffusa di competenze, sia operative sia manageriali, soprattutto sulle nuove tecnologie legate al facility. IFMA Italia interviene con programmi formativi mirati e occasioni di confronto tra domanda e offerta, per accorciare la distanza tra innovazione e pratica quotidiana.
Quale peso avrà lo sviluppo dell'intelligenza artificiale sul settore dell'FM?
Rilevante, ma serve un investimento sulle competenze. Una ricerca internazionale pubblicata sul Facility Management Journal evidenzia come, ad oggi, meno del 20% dei facility manager abbia una base solida di conoscenze sull'IA; il resto è privo di preparazione o possiede solo nozioni superficiali. È una fase che il settore non deve trascurare. IFMA Italia sta orientando la community verso un'adozione consapevole dell'IA, trasformando il tema in percorsi di formazione, linee guida e casi d'uso condivisi.
Ad esempio?
I facility manager si trovano spesso sommersi da dati generati da impianti ed edifici. L'IA consente di trasformare questi flussi in insight azionabili, supportando decisioni più rapide e fondate. Può potenziare la manutenzione predittiva, con benefici sulla continuità operativa e sui costi. Inoltre, l'automazione delle attività di routine libera tempo e risorse da riallocare sul governo strategico degli asset, che è parte centrale della professione. Guardando avanti, i modelli di IA potranno contribuire anche alla strategia, analizzando pattern, valutando alternative e proponendo soluzioni più efficaci. Come IFMA Italia, aiutiamo le organizzazioni a leggere queste opportunità e a trasformarle in piani operativi e competenze, attraverso il lavoro del nostro centro studi e delle nostre community specialistiche.
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