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21 Aprile 2026
Quando si parla di costruzioni "non si tratta di sviluppare un settore che sta bene, la prima cosa da fare è salvare un settore che sta affogando". Così l'ad di Salini Impregilo, Pietro Salini, nel suo intervento a un convegno della Cgil aggiungendo: "Si parla di Sblocca Cantieri, ma intanto cominciamo a capire dove siamo, stiamo guardando realtà con gente vera, persone che hanno famiglie. Si tratta di un'urgenza che va messa al centro e che mi sta molto a cuore, cercare di fare delle cose che salvino persone che stanno affogando, questo non si fa solo con decreti legge, non c'è questo tempo. Dobbiamo intervenire per il futuro, ma sul subito". Il vero tema, "è che il denaro non è il problema, il denaro c'è e se guardiamo la mappa delle opere ferme su 36 miliardi di opere solo 5 miliardi sono fermi per mancanza di soldi", continua Salini, "il problema è un po' più complesso, se Salini Impregilo riuscirà in questo sogno di mettere insieme un certo numero di grandi imprese e creare un grande costruttore italiano che possa competere a livello internazionale, in Italia il problema resta".
In Italia "c'è un sacco di risparmio in giro, ma non si investe nelle imprese italiane" ha continuato Pietro Salini aggiungendo che "se si vuole fare un aumento di capitale, come stiamo cercando di fare noi, vi dovete raccomandare al padre eterno". Per fare tutte le opere pubbliche che servono "se noi troviamo i soldi - e guardate che ci sono - il problema resta", ribadisce Salini spiegando che quello delle costruzioni è un settore "demonizzato" e trasformato "nel demone degli appalti".
In Italia "spendiamo in opere pubbliche a livello nazionale meno del 2% del totale della spesa pubblica. Se guardiamo i giornali, immaginiamo che venga speso il 50-60%, che la corruzione sia dilagante e che ci siano imprese demoniache, invece abbiamo imprese che falliscono e un settore che ha perso 600mila persone che lavorano", ha continuato Salini, "c'è qualcosa che non va, dal 1992 ad oggi non facciamo più programmazione di infrastrutture, abbiamo i soldi ma ne spendiamo una componente miserabile".
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