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22 Aprile 2016

Caltagirone: Vianini Industria potrebbe diventare una Siiq, se conviene a livello fiscale

di cas

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Vianini Industria potrebbe diventare una Siiq (società d'investimento immobiliare quotata) e concentrarsi sulla locazione di immobili in seguito all’acquisto di Domus Italia. Di conseguenza la quotazione della società immobiliare del gruppo Caltagirone si realizzerebbe sulla base di un modello già visto: quello che sta sperimentando Sorgente Group con Nova Re e il Gruppo Centrale Finanziaria Generale con Industria e Innovazione.

È quanto emerso nel corso dell'assemblea degli azionisti di Caltagirone Spa. Il presidente, Francesco Gaetano Caltagirone, ha dichiarato che Vianini Industria potrebbe diventare una Siiq ma ha comunque messo in evidenza come la trasformazione "è una mera possibilità, un'ipotesi di un percorso eventuale che può avvenire in prospettiva, con una legislazione favorevole che elimini le tasse sulle Siiq che prendono reddito dagli affitti. Se si trasformasse in Siiq il risultato aumenterebbe ulteriormente per effetto dei risparmi fiscali".

L’imprenditore romano ha poi ricordato le tappe più importanti della storia di Vianini Industria sottolineando come adesso la società è "in attesa di trovare uno sbocco industriale per continuare il percorso. Nel nostro Paese c’è carenza di società con una struttura industriale per la locazione di appartamenti residenziali: in Germania ne esistono molte, in Italia no".

In vista di questa trasformazione, ha proseguito Caltagirone, "Vianini Industria ha deciso di procedere all'acquisto di una partecipazione totalitaria di una società (Domus, sempre dello stesso gruppo, ndr) che ha 2.200 appartamenti a Roma tutti nuovi. Ci aspettiamo che nei prossimi esercizi potremo avere soddisfazioni rilevanti da questo cambiamento".

Qualche giorno fa, nel corso dell’assemblea di Vianini Industria, qualche socio di minoranza aveva chiesto delucidazioni in merito all’operazione, ma il presidente Mario Delfini aveva rinviato qualsiasi discussione in merito alla riunione assembleare del 28 giugno.

Il deal prevede il passaggio, al prezzo di 90 milioni di euro, del 100% di Domus Italia da Ical 2, sempre del gruppo romano, a Vianini Industria, che contestualmente perderà la denominazione “Industria” e procederà alla dismissione del relativo ramo d'azienda.

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