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Il Facility Management e l’evoluzione della città (video)

di F.B. 10 Novembre 2018

Il facility management si trova di fronte ad un momento di svolta, segnato dalle nuove frontiere tecnologiche. Solo un processo di innovazione che metta al centro le persone e le loro potenzialità può riuscire a generare un circolo virtuoso capace di elaborare le giuste strategie di crescita. Quando invece l’innovazione rappresenta soltanto una parola dietro la quale nascondere i difetti dell’azienda non è possibile ottenere risultati soddisfacenti in termini di cultura, utilizzo degli strumenti e raggiungimento degli obiettivi.

 

Questo il messaggio che emerge dal Facility Management Day 2018, manifestazione che riunisce i professionisti dei servizi nel settore immobiliare.

 

Blockchain, opportunità e rischi del coworking, la gestione di una smart city e le potenzialità della formazione professionale in un contesto in continuo cambiamento sono stati i principali temi al centro della giornata di incontro e dibattito, all’interno di un’agenda ricca di tavole rotonde strutturate per approfondire i temi che saranno sempre più al centro delle strategie degli operatori del settore.

 

La sfida dell’innovazione

La capacità di innovare è un concetto astratto che però ha come sbocco la creazione di soluzioni estremamente pratiche. Riconoscere un prodotto o un servizio rivoluzionario è semplice, mentre individuare o formare le persone in grado di crearlo lo è meno.

La sfida alla quale si trovano di fronte le organizzazioni è fare in modo che tutti o quasi i dipendenti dell’azienda condividano uno stile di pensiero e di lavoro che punta sempre a immaginare e realizzare il nuovo e l’inedito. Diventa compito del facility manager saper trasmettere al management societario il significato, gli obiettivi e la portata della propria attività, per poter realizzare concretamente le proprie strategie e massimizzare il risultato degli sforzi comuni.

 

L'obiettivo primario è favorire la circolazione delle informazioni e incoraggiare lo scambio tra le persone della stessa azienda. La collaborazione, la relazione tra le persone, lo scambio tra individui è diventato un elemento fondamentale del processo produttivo e come tale non può più essere lasciato al caso. I meccanismi che guidano lo scambio tra le persone in azienda vanno quindi studiati, apprendendo le regole che governano gli scambi relazionali all'interno dello spazio di lavoro e trovando la chiave per dar vita a contaminazioni virtuose. E il facility manager, la cui preparazione è figlia della contaminazione di diverse discipline, è la figura più adatta a trarre il massimo valore da questa eterogeneità. La conferenza fornirà perciò delle linee guida per interpretare le relazioni in azienda e indicherà come possano essere applicate da un punto di vista pratico ed esaltate grazie ad un sapiente uso dei servizi.

 

Le smart cities

Lo sviluppo delle città intelligenti è un settore al quale il facility management si sta avvicinando, seppur con ancora un po’ di resistenza. Osservando l’ambiente urbano come un insieme di servizi da garantire al cittadino in modo veloce ed efficace, risulta evidente come il facility manager possa intervenire direttamente in fase di progettazione di un immobile o di una nuova area edificabile per pianificare e ottimizzare soluzioni migliori e più durature.

 

L’FM Day 2018 ha dedicato al tema il convegno dal titolo "La città pensante - Il ruolo del FM nell’evoluzione dalla smart city alla sensing city e oltre", che ha dato uno sguardo al futuro delle nostre aree urbane, tra sviluppo sostenibile e digitalizzazione, per un prospettiva nella quale la città sarà capace di rispondere in tempo reale ad ogni evento, creando un’esperienza ritagliata sulle esigenze del cittadino.

 

Nel corso del suo intervento Gualtiero Tamburini, presidente di Sorgente Sgr, ha colto l’occasione per ricordare che “con una quota del PIL derivante da costruzioni e infrastrutture che nei principali paesi sviluppati è compresa fra il 15 ed il 20%, è evidente come una gestione efficiente possa fare la differenza nella crescita economica e sociale. L’industria dei servizi agli immobili e al territorio, il cui giro d’affari è stimato in Italia pari a circa 40 miliardi di euro, è però costituita da un gran numero di piccole imprese diffuse. Imprese troppo piccole, in media abbiamo 2,6 addetti per unità, per poter realizzare quelle economie di scala e tecnologiche che sono alla portata di unità di maggiori dimensioni. Le società che gestiscono fondi immobiliari”, ha ricordato Tamburini, “costituiscono una interessante e sottovalutata eccezione nel panorama dell’industria dei servizi immobiliari. Queste infatti hanno come caratteristica strutturale quella di integrare facility, property e project, ovvero l’intera gamma dei servizi tipici agli immobili, oltre a tutti gli aspetti di finance, intervenendo prevalentemente ed in modo esemplare su operazioni di grande taglia anche alla scala urbana”.

 

 

Le interviste

Marco Decio, presidente IFMA: “Dal Facility Maangement Day sono emersi molti spunti sul tema dell’innovazione. Se le aziende si nascondono dietro l’etichetta dell’innovazione senza intraprendere azioni concrete il facility manager non potrà competere su questo tema, mentre ponendo questa figura al centro della discussione e delle strategie di innovazione interna, essa giocherà un ruolo fondamentale nelle condizioni di lavoro e nel raggiungimento degli obiettivi. Indubbiamente il settore ICT gioca un ruolo fondamentale in questo processo, grazie alla velocità e flessibilità dei mezzi digitali”.

 

Alessandro Belloni, chairman e ceo FSI: “La giornata del facility management è incentrata sulle innovazioni tecnologiche è fondamentale in una società come la nostra che  va verso l’implementazione di nuove tecnologie in tutti i settori. La parte “hard” del processo è particolarmente impattata da questo tipo di integrazione. Ad esempio la nostra società servizi integrati di progettazione e manutenzione, puntiamo molto sul sistema computerizzato di manutenzione che permette in tempo reale di vedere la posizione degli operatori, dei tecnici e l’avanzamento dei lavori. È uno dei campi della tecnologia che dev’essere sviluppato per avere un’idea più chiara dello stato  di avanzamento del servizio offerto”.

 

Alexis Lerouge Head of Marketing Corporate, Med Region – Sodexo: “Innovazione e tecnologia stanno ormai entrando prepotentemente in tutte le aziende. Vediamo molto l’ingresso delle app mobile, un modo per interloquire direttamente con l’utente finale. La tecnologia è importante anche per l’ottimizzazione dello spazio, perfino all’interno dell’azienda stessa. E’ fondamentale però sfruttare anche l’intelligenza emotiva, è necessario focalizzarsi sull’utilizzatore finale del facility. Migliorando l’engadgement con i propri collaboratori le aziende potranno raggiungere più facilmente i propri obiettivi”.

 

Antonio Musacchio, ceo Apleona: “Tutti gli operatori stanno cercando di dare maggior valore ai propri servizi introducendo tecnologie nuove e investendo nella ricerca di nuovi prodotti. Noi riteniamo che sia necessario porre molta attenzione alla customer satisfaction. Le nostre società affrontano sempre più tecnicismi come contratti complessi e diversificati, preoccupandosi meno di seguire il cliente dal punto di vista della sua soddisfazione. La relazione col cliente è invece fondamentale: noi operatori possiamo essere certi di aver fatto il massimo possibile, ma se il cliente è scontento è un problema”.

 

Barbara Cominelli, marketing and operations director Microsoft: “Oggi le aziende sanno affrontando la rivoluzione digitale. L’affrontano sotto diversi aspetti, potenzialmente possono cambiare completamente modello di business, creare nuove prodotti e servizi, creare nuve esperienze per i clienti, ottimizzare le operation e anche gestire in modo nuovo i dipendenti. Una strategia per il successo è definire le priorità. E’ importante per le aziende focalizzarsi cosa è core per le proprie aziende e decidere cosa fare e cosa non fare. E’ importante focalizzarli non solo sulle cose più attraenti, ma anche su quelle utili ad alimentare il processo di innovazione”.

 

Beatrice Gustinetti, smart cities manager Engie Italia: “La città è un insieme di servizi che devono garantire all’utente finale, il cittadino, una qualità di vita sempre più efficiente e ottimale. La smart city è un modo per migliorare la qualità dei servizi migliorando le infrastrutture già esistenti rendendoli sempre più intelligenti attraverso la tecnologia, per accrescere la comunicazione tra le sue parti. Le aree urbane vedranno un forte incremento di popolazione nei prossimi anni, le città in questo momento si trovano ad affrontare una sfida decisiva”.

 

Carlotta Rota, head of client solution SEMED Cbre global workplace solution: ”L’innovazione tecnologia è un elemento fondamentale per il facility management, oltre alla delivery del servizio c’è bisogno di strumenti che supportino tutti i diversi aspetti della gestione. Noi abbiamo diversi strumenti e piattaforme, sia a livello globale che personalizzate a livello locale. L’elemento chiave è la standardizzazione e lo strumento tecnologico deve seguirci in questo processo. Attraverso i nuovi strumenti è possibile lavorare su piattaforma digitale al posto che con la tradizionale telefonata o il cartaceo. Un modo per mantenere un rapporto fluido e sempre attivo col cliente”.

 

Cristina Carrus, technical and marketing coordinator Ecophon Saint-Gobain: “Le ricerche che abbiamo condotto rispetto ala produttività nell’ufficio open space abbiamo preso in considerazione una serie di analisi, secondo le quali circa la metà degli intervistati ritiene che il proprio spazio di lavoro faciliti la produttività. Tra i diversi fattori emerge la condizione acustica dell’ambiente. Questi dati ci permettono di elaborare un trattamento del suono all’interno dell’immobile che possa migliorare il rapporto del lavoratore con l’ufficio in cui si trova, anche con un approccio psicoacustico”.

 

Emilio Giacomini, direttore operazioni facility management Dussmann: “I nostri clienti sono sostanzialmente privati che vanno dall’industria agli uffici, il tema dell’innovazione all’interno del facility management tocca la nostra società in termini di innovazione operativa. Stiamo sperimentando l’automazione dei processi di pulizia industriale, in modo che il processo non preveda intervento umano se non nelle fasi di pianificazione. In questi anni la tecnologia si è evoluta velocemente per consentire interventi mirati, come i sistemi di monitoraggio delle fasi operative. I ritorni non sono soltanto economici ma anche informativi”.

 

Enzo Baglieri, direttore programmi EMBA, SDA Bocconi School of Management: “Lo scenario economico è in forte cambiamento, anche per effetto delle tecnologie che stanno trasformando in maniera decisiva i modelli di business delle nostre aziende. Assistiamo a questi processi di convergenza a cui non eravamo abituati, di un prodotto che si arricchisce di servizi e servizi che hanno bisogno di prodotti per poter veicolare sul mercato le proprie attività. E’ necessaria una riflessione più approfondita rispetto a quanto fatto fino ad ora. Ad esempio assistiamo al passaggio da un’economia basata sulla transazione a una che si fonda sulla relazione. Serve creare processi e abilità che consentano agli operatori di valutare l’esperienza col cliente che si sviluppi oltre la semplice transazione. E’ molto importante la formazione delle persone, in Italia come all’estero molti operatori sono ancora impreparati ad affrontare le nuove sfide. Una strategia di rinnovamento delle competenze e la voglia di tornare a studiare per poter gestire l’innovazione potranno fare la differenza nei prossimi anni”.

 

Francisco Silverio Marques, direttore unità di business Nord Ovest Siram: “Il tema dell’innovazione  è importante come supporto per ottenere risultati. La tecnologia non ci aiuta da sola, ma procede grazie alle persone a il processo di lavoro. Un esempio di tecnologia è il monitoraggio del consumo energetico degli edifici. I nostri analisti elaborano strategie per ridurre il consumo e le trasmettono alle squadre operative sul campo. Il processo di analisi e di azione permette di ottenere risultati attraverso l’uso della tecnologia”.

 

Gualtiero Tamburini, presidente Sorgente Sgr: Ifma ha raccolto i facility manager italiani, noi portiamo la testimonianza di chi gestisce fondi immobiliari. Noi gestiamo capitali con obiettivi di carattere economico e sociale e dobbiamo dare una risposta a chi ci affida i capitali da investire in immobili che vada nella direzione di quello che chiedono gli investitori: è richiesta la stabilità del rendimento, una capacità di liquidarli al termine del periodo di gestione, insomma  sono necessarie tutte quelle attività che servono a mantenere in ordine il patrimonio immobiliare, a farlo rendere e sviluppare. I nostri interventi riguardano interi edifici o aree da ristrutturare, in diversi campi del mercato. Le società del facility management hanno tutte le caratteristiche per sviluppare al meglio questo tipo di attività”.

 

Ivan Ortenzi, chief innovation evangelist Bip - Business Integration Partners: “Parlare di innovazione è sempre molto complicato, va disegnato il perimetro di intervento. Secondo noi l’innovazione corrisponde ad una ribellione rispetto all’esistente. Bisognerebbe valutare quante persone all’interno delle aziende del settore hanno competenze tecniche e umanistiche per poter tracciare nuovi percorsi. Il processo fondamentale è incanalare questa energia verso processi che possano creare valore. L’innovazione in azienda deve parlare il linguaggio dell’azienda, ha bisogno di appoggiarsi su scelte strategiche, processi tecnologici, governance e sistemi di controllo”.

 

Livio Romano, senior economist centro studi Confindustria: ”L’industria 4.0 per il sistema produttivo italiano è una sfida duplice: da una parte investire sullo sviluppo di tecnologie innovative, dall’altro fare in modo che le nuove soluzioni raggiungano il maggio numero possibile di imprese. Esistono però alcune criticità. Abbiamo imprese che dialogano poco tra di loro. Per fare sistema è necessario avere anche competenze umane da formare per fare in modo che gli investimenti in tecnologia diventino opportunità di business per le imprese. Il mondo dei servizi alle imprese è un’ottima opportunità per accrescere la competitività del sistema”.

 

Richard Tiritiello, marketing csd & project leader HO.RE.CA. Commercial Solutions Division, 3M Italia:

“Il ruolo del facility manager viene sempre dato per scontato. Come spesso avviene per gli arbitri sportivi, questa figura viene interpellata solo in caso di problemi. È fondamentale che il facility manager adotti strategie proattive per presentare progetti che ridiano prestigio alla propria figura soprattutto agli occhi del top management. Ritengo sia molto importante cercare di anticipare le necessità prima che si presentino”.



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