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21 Luglio 2021

Assicurazioni a rischio: 4 milioni di polizze vita sono dormienti

di Maurizio Cannone, direttore Monitor

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Sarebbe 4 milioni le polizze vita italiane di cui le compagnie d’assicurazione che le hanno emesse non sono in grado di stabilire se i sottoscrittori siano ancora in vita o se il premio sia invece da pagare. Si chiamano polizze dormienti e sono contemporaneamente sia una manna, per i premi che non versano nei termini, sia una spada di Damocle per gli istituti assicurativi che si troverebbero in difficoltà se fossero incassate nei tempi effettivi.

Il dato è emerso durante l’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario del segretario generale dell’Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, Stefano De Polis.

Secondo la relazione la difficoltà risiederebbero nelle regole d’accesso alle banche dati, che rendono difficile risalire al sottoscrittore e ai beneficiari.

Per avere un’idea di come il sistema assicurativo potrebbe entrare in crisi se i contratti fossero rispettati lo stesso De Polis ha fornito dei numeri.

“L'incrocio dei dati con l'anagrafe tributaria nel 2018 ha permesso di risvegliare 208mila polizze dormienti e 3,8 miliardi di euro restituiti in pagamento". Una media di circa 18.000 per posizione.

“Un ulteriore incrocio avvenuto nel 2019 - ha aggiunto De Polis - ha permesso di evidenziare altre 39mila polizze e la restituzione di 533 milioni di euro (una media di 13.660 euro per posizione ndr) mentre l'estensione dell'indagine alle compagnie Ue operanti in Italia ha risvegliato ulteriori 23mila polizze estere e 492 milioni di euro di premi da pagare (una media di 21.300 euro per posizione ndr)”.

Applicando una media estemporanea di 15.000 euro a 4 milioni di posizioni di cui le assicurazioni non sono in grado di stabilire se il sottoscrittore è ancora in vita, il conto potrebbe superare i 60 miliardi di euro.  

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