Ultime notizie
18 Ottobre 2023
03 Ottobre 2023
02 Ottobre 2023
28 Settembre 2023
27 Settembre 2023
15 Settembre 2023
12 Settembre 2023
11 Settembre 2023
07 Settembre 2023
06 Settembre 2023
30 Agosto 2023
04 Agosto 2023
26 Luglio 2023
Amundi è tra i principali player europei dell’asset management, con ricavi che nel 2017 si sono attestati a 2,72 miliardi di euro. La realtà che fa capo al gruppo Credit Agricole è il terzo operatore nel mercato italiano, complice l’acquisizione da Unicredit di Pioneer Investments. L’integrazione è stata conclusa all’inizio di quest’anno, dopo l’autorizzazione di Bankitalia. Con Giordano Beani, head of milti-asset fund solutions Italy Amundi Am, abbiamo fatto il punto sulle novità della società francese per poi allargare l’orizzonte a una view sul mercato del risparmio gestito.
Il settore finanziario, così come altri ambiti del business, è impattato dalla disruption tecnologica. Quali sono i principali cambiamenti?
“Come disruption noi intendiamo non solo quella tecnologica, ma il cambiamento del modello di business. Un esempio in tal senso arriva da Amazon, che non è certo famosa per la sua tecnologia, ma perché è riuscita a rivoluzionare il mondo della distribuzione”.
E questo orienta le vostre scelte d’investimento...
“Sì, abbiamo dei prodotti specializzati nel ricercare società in grado di mettere a soqquadro il mercato, rivoluzionando l’ordine costituito”.
Oltre ad Amazon, quali sono altre aziende che hanno rivoluzionato il mercato?
“Se non ci riferiamo esclusivamente ai cambiamenti più recenti, una menzione la merita Tesla e la sua capacità di modificare profondamente i fondamenti dell’industria automobilistica. È la prima società che è nata direttamente con l’auto elettrica. Ci piace anche una società americana che è attiva nei mutui online, che sta crescendo molto perché si tratta di un settore finora poco noto negli Usa”.
Guardando in generale ai mercati finanziari, quali asset class preferite e perché?
“Continuiamo a preferire l’azionario considerato che i tassi sono stati a lungo molto bassi e quindi dovranno necessariamente salire. Questo significa che oggi l’investimento obbligazionario presenta una dose maggiore di rischio”.
Amundi è ormai tra i colossi europei del risparmio gestito. Come vede il futuro del settore, soprattutto in Italia, qualora dovessero proseguire le fluttuazioni viste nelle ultime settimane?
“Vediamo ancora grosse possibilità in Italia per attrarre risparmio dai conti correnti al risparmio gestito. È in quest’ottica che va letta l’acquisizione di Pioneer Investments”.
Nell’ultimo anno la principale innovazione in campo finanziario è stata l’introduzione dei Pir: un grande successo per i player del risparmio gestito, con 11 miliardi di euro di raccolta, e un grande interesse mostrato dagli investitori. Resta tuttavia limitato l’interesse degli imprenditori verso lo sbarco in Borsa. Data la vostra esperienza internazionale, in Paesi che hanno adottato tempo addietro soluzioni simili ai Pir, cosa manca ancora nel nostro Paese?
“Credo si possa parlare di un mercato in cui è la domanda che creerà l’offerta. In Francia iniziative simili, adottate 20 anni fa, con il tempo hanno portato a un maggior numero di quotazioni. Anche in Italia c’è un crescente interesse, anche se occorre attendere per vedere numeri importanti sul fronte delle Ipo”.
Questo articolo, con la videointervista, è presente su REview di questa settimana. Leggi gratuitamente il numero completo!
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Savills: Q1 2026, investiti 450mln nella logistica in Italia (Vide
Notizie Correlate
24 Aprile 2026
red
MF Newswires
Red
24 Aprile 2026
Red
Red
MF Newswires





.jpg)
