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26 Settembre 2014

Sblocca Italia: Ance e Confindustria chiedono altre risorse per la casa

di G.L.

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Cinquanta nuovi cantieri da oltre 4 miliardi verranno avviati entro il 2015 con il decreto Sblocca Italia. Canta vittoria il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, che a margine di un’audizione della Commissione Ambiente alla Camera ha espresso soddisfazione, ma anche chiesto ulteriori risorse per le infrastrutture, al fine di accelerare la spinta alla ripresa economica.

“I tempi previsti sono sfidanti – ha detto il numero uno di Anas - abbiamo un piano puntuale che ci deve consentire di rispettare queste scadenze”. Secondo Ciucci servono 635 milioni di euro per gli interventi gestiti dal Gruppo Anas da appaltare entro il 31 dicembre e cantierabili entro il giugno successivo, e 917 euro per quelli appaltabili entro il 30 aprile 2015 e cantierabili entro agosto.

Chi non è invece soddisfatto dal decreto è Paolo Buzzetti (foto), presidente di Ance, che lamenta l’assenza di sufficienti risorse destinate all’edilizia.

“Ci aspettavamo molto di più da questo provvedimento che doveva creare le condizioni per la crescita
economica e invece si infrange sul muro dell`austerità - ha affermato il numero uno di Ance durante l`audizione alla Camera sul decreto legge Sblocca Italia. – Nonostante alcuni buoni interventi normativi, come quelli sugli affitti, la cura non è proporzionata alla gravità della malattia, anche sul mercato della casa. Tutti i dati più recenti parlano chiaro: la situazione è disperata. Il mercato interno è fermo perché la filiera
dell`edilizia è ferma. Nessuna risorsa aggiuntiva, ma solo riprogrammazione di quelle esistenti destinate alle grandi opere, ancora troppo poca la concorrenza nelle gare soprattutto quelle che riguardano i concessionari”.

Affermazioni a cui fa eco Paolo Righi, presidente di Fiaip, che da un convegno sul settore immobiliare a Udine aggiunge alle motivazioni dello stallo del mercato anche  “un'alta tassazione che ormai dagli
ultimi tre, quattro governi è aumentata più del 150%, perchè da 10 miliardi di euro si è passati a 30 miliardi di imposizione fiscale”.

L’ultima possibilità è ora  la legge di stabilità: lo pensa anche il presidente del Comitato tecnico Infrastrutture, logica e mobilità di Confindustria Vittorio Di Paola, che auspica per il 2015 il rinnovo dei bonus per l’arredamento e la ristrutturazione a fini energetici della casa.

“Sono tutte misure che, se anticipate dal DL, orienterebbero positivamente le imprese e le famiglie e darebbero un contributo positivo alla ripresa della domanda interna”, ha affermato Di Paola.
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