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17 Aprile 2026
Dopo due anni sembra arrestarsi nell'area euro il peggioramento dei cali dei prezzi delle case, ma non in Italia che è tra i paesi dove a fine 2012 questa tendenza si è ulteriormente accentuata.
Questo il quadro che emerge da una analisi della Banca centrale europea, pubblicata nell'ultimo bollettino mensile.
Nell'ultimo trimestre del 2012 in Italia i prezzi nominali degli immobili residenziali hanno segnato un calo su base annua del 4,6%, in peggioramento dal meno 3,8% del terzo trimestre e dal meno 2,1% del secondo.
La penisola comunque non è certo il paese che che registri le flessioni più forti: è solo sesta anzi dietro Grecia (-13,2% annuo sempre nel IV trimestre), Spagna (-12,8%), Slovenia (-8,8%), Paesi Bassi (-7,4%) e Irlanda (-6,1%).
Tornando al quadro generale dell'area euro, la Bce osserva come alla fine del 2012 “l'indicatore dei prezzi degli immobili residenziali si è collocato a un livello inferiore del 4,8% rispetto a quello massimo raggiunto a metà del 2008”.
“Se considerati alla luce degli andamenti del reddito o dei canoni di locazione, gli indicatori di valutazione utilizzati comunemente suggeriscono che i prezzi degli alloggi nel complesso dell'area si sono portati su livelli decisamente più in linea con i fondamentali.
Anche se questi prezzi possono risentire di ulteriori lievi pressioni al ribasso riconducibili al riassorbimento degli eccessi pre-crisi, è probabile - conclude la Bce - che la crescita rimanga contenuta, in quanto la ripresa economica dovrebbe essere graduale”.
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