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04 Aprile 2026
I mutui a rischio insolvenza, con depositi minimi e bassi tassi di interesse, gli stessi che hanno contribuito a causare il crack immobiliare del Regno Unito, sono tornati.
Il problema che si crea, in sintesi, è questo: anche chi ha pochi mezzi può contrarre un mutuo, ma con il crescere degli interessi e lo svalutarsi delle case, potrebbe finire per non riuscire a pagare o trovarsi in possesso di case che valgono meno del prestito.
Il fenomeno sta riguardando non tanto Londra, dove il mercato è più avveduto e si compra soprattutto in contanti grazie anche agli investitori esteri, ma il nord della Gran Bretagna.
Il ridimensionando delle possibilità di acquisto nella capitale, con prezzi elevatissimi e domanda straniera, sta stimolando le banche a puntare sui mercati più deboli.
Cinque anni dopo il salvataggio della Royal Bank of Scotland Group e della Lloyds Banking Group da parte del governo il numero dei mutui che richiedono acconti minimi, del 15% o meno, è aumentato ad agosto di quasi il 50%.
A Londra invece, dove i prezzi sono in surriscaldamento, solo un mutuatario su 25 ha utilizzato finora un prestito di questo tipo, mentre uno su cinque lo ha fatto nel nord dell'Inghilterra, caratterizzata da un più fragile mercato immobiliare.
E questi prestiti agevolati sono destinati ad aumentare, con il rischio che il valore di una casa scenda al di sotto dell'importo dovuto se i prezzi dovessero diminuire, o che si scivoli nell'inadempienza se i tassi di interesse aumenteranno.
"Le banche del Regno Unito sono già esposte sui prestiti ipotecari a gravi rischi di insolvenza", secondo Ismail Erturk, esperto in materia bancaria presso la Manchester Business School.
"La politica del governo degli Help to Buy potrebbe peggiorare le cose - dice - perché incoraggia le banche a concedere prestiti a un mercato sopravvalutato".
La prima fase della riforma prevede prestiti a tasso zero per gli acquirenti di case di nuova costruzione, ed è iniziata nel mese di aprile.
Il secondo step, in avvio questa settimana, consente ai mutuatari di richiedere un deposito del solo 5% perché ben il 15% del prezzo di acquisto sarà garantito congiuntamente dagli istituti di credito e il governo.
La garanzia è valida per sette anni e gli istituti di credito dovranno pagare al governo una tassa per ogni mutuo sottoscritto.
"Questi mutui potranno anche risultare convenienti ora, ma le circostanze delle persone potrebbero cambiare" ha affermato Rob Wood, capo economista per Berenberg Bank.
"Il mercato si sta già riprendendo comunque.
Non ha alcun senso farlo recuperare più velocemente di quanto non lo stia già facendo" evidenzia.
Circa il 35% delle case acquistate quest'anno nel Regno Unito sono state pagate interamente in contanti, secondo i dati compilati dalla società di intermediazione Savills.
A Londra, dove la domanda è dominata dagli stranieri, ben il 60%.
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