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08 Giugno 2026
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07 Giugno 2026
Claudio Levorato ha rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio di Gestione e Consigliere Delegato di Manutencoop Facility Management, rimettendo tutte le cariche operative attualmente ricoperte, con l’obiettivo di consentire al gruppo una effettiva discontinuità nella gestione ed evitare che il procedimento giudiziario che lo vede coinvolto a Brindisi, pur in assenza di alcun pronunciamento, possa influenzare il percorso di crescita della società specializzata nell’Integrated Facility Management.
Contestualmente hanno rassegnato le dimissioni il vice presidente del CdG, Mauro Masi, e i consiglieri Giuliano Di Bernardo e Luca Stanzani, tutti espressione dell'azionista di maggioranza, Manutencoop Società Cooperativa.
Sotto la guida di Levorato il gruppo è passato da un fatturato di circa 16 milioni di euro nel 1984 a ricavi consolidati nel 2014 pari a circa 1 miliardo di euro, e da poche centinaia di dipendenti ai circa 20 mila attuali.
Il consiglio di sorveglianza di Manutencoop Facility Management, riunitosi sotto la presidenza di Fabio Carpanelli, preso atto delle dimissioni di Claudio Levorato, Mauro Masi, Giuliano Di Bernardo e Luca Stanzani da componenti del consiglio di gestione, ha avviato, sulla base di quanto previsto statutariamente, le consultazioni tra i soci, con l'obiettivo di arrivare, nel tempo minimo necessario per l'esaurimento delle procedure, alla nomina dei nuovi consiglieri.
“Pur in assenza di qualsiasi grado di giudizio - ha commentato Levorato - lascio le deleghe operative per evitare che sulla società e sui lavoratori possa riverberarsi un danno ingiusto. Mi ritiro da ogni responsabilità a favore di un gruppo di manager rinnovato e giovane, che già da tempo è cresciuto nelle responsabilità aziendali e sta contribuendo al percorso di crescita, internazionalizzazione e innovazione della nostra società. Ho fiducia nella Giustizia e sono convinto che presto si chiariranno tutte le problematiche giudiziarie che mi spingono a questa scelta”.
A causa delle vicende giudiziarie dell’ormai ex numero uno del colosso di Zola Predosa, la cooperativa avrebbe già visto sfumare un contratto da 25 milioni con Telecom Italia che non può, secondo i suoi regolamenti interni, fare affari con società il cui rappresentante legale è imputato in un procedimento penale.
Inoltre, poche settimane fa l’Antitrust aveva comminato una multa da 48,5 milioni di euro alla coop dopo l’accertamento dell’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza in una gara Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione) da 1,6 miliardi per l’affidamento dei servizi di pulizia nelle scuole.
Intanto i bond che Manutencoop aveva emesso nel 2013 stanno crollando. Le obbligazioni a sette anni del valore di 425 milioni di euro, ampiamente sottoscritto da investitori istituzionali per l’elevato rendimento, servivano per rimborsare alcuni prestiti bancari e rispondere a esigenze di liquidità. Moody ha declassato il rating della società a B3.
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