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14 Aprile 2026
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Ad aprile l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua.
Lo rileva l'Istat nella sua indagine sui prezzi al consumo.
Il rallentamento dell'inflazione, in parte frenato dall'accelerazione dei prezzi dei beni alimentari (da +0,5% di marzo a +1,6%), si deve prevalentemente all'inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da +5,0% a -1,1%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a -0,7%), cui si aggiunge quella, meno marcata, dei prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni (da +0,4% a -0,7%). L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi rallenta a +0,5% (era +0,7% nel mese precedente) mentre quella al netto dei soli beni energetici si attesta a +0,5% (come a marzo).
L'aumento congiunturale dell'indice generale dei prezzi al consumo è dovuto principalmente ai rialzi dei prezzi degli alimentari lavorati (+1,1%), dei beni energetici non regolamentati (+1,1%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%), quasi del tutto neutralizzati dal calo dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (-5,4%). A causa dell'accelerazione della crescita dei prezzi dei beni (da +0,7% di marzo a +0,9%) e della decelerazione di quella dei servizi (da +0,9% a +0,2%), il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo (da +0,2 punti percentuali di marzo a -0,7). L'inflazione acquisita per il 2018 è pari a +0,7% per l'indice generale e a +0,5% per la componente di fondo. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,7% su base mensile e dell'1,5% su base annua (+0,4% a marzo).
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