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25 Marzo 2026
25 Marzo 2026
Brief Digitale, ultimo miglio e sostenibilità: qui si gioca il futuro della logistica, motore invisibile dell'economia italiana.
Qual è oggi il ruolo della logistica nell'economia nazionale? Perché è una leva per la competitività del nostro paese? In che modo il nuovo scenario globale sta influenzando la geografia del settore?
Con oltre 120 miliardi di euro di fatturato e un impatto moltiplicativo di 2,1 milioni di euro di produzione attivata per ogni milione di euro investito, la logistica si conferma non solo un settore rilevante, ma un asset strategico per la competitività e il posizionamento internazionale del paese.
Il nuovo brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto di CDP analizza gli scenari e le opportunità della logistica italiana, un settore che conta oltre 120 miliardi di euro di fatturato, 72 mila imprese e 720 mila addetti, cruciale per l'efficienza delle filiere produttive, l'integrazione dei mercati internazionali e l'attrattività degli investimenti nel nostro paese.
La logistica, intesa come l'insieme delle attività di gestione e trasporto del flusso di merci, è capace di generare effetti significativi sul sistema produttivo, con i suoi 2,1 milioni di euro di produzione attivata per ogni milione investito. Un ruolo che la rende un abilitatore strategico della competitività delle imprese, della loro capacità di esportare e dell'inserimento dell'Italia nelle catene globali del valore.
Le trasformazioni in corso, trainate da tecnologia, sostenibilità e riconfigurazione delle catene globali del valore, stanno ridefinendo le priorità del settore. Tra le principali sfide che oggi il settore si trova ad affrontare emergono l'adozione di soluzioni digitali e di IA, ancora non largamente diffuse, l'ottimizzazione dell'ultimo miglio logistico, sempre più strategico per il boom dell'e-commerce e la necessità di ridurre l'impatto ambientale, anche in relazione agli obblighi di rendicontazione in materia di sostenibilità cui sono soggette molte imprese.
È da sottolineare d'altra parte come la riconfigurazione delle catene del valore e la regionalizzazione degli scambi costituiscano grandi opportunità per l'Italia, e per il Mezzogiorno in particolare, di tornare al centro delle rotte commerciali.
In questa prospettiva saranno determinanti il potenziamento delle infrastrutture, facendo leva sulla riforma del sistema portuale, sui corridoi transeuropei e su un maggiore sviluppo del trasporto merci su ferro, nonché l'applicazione di strumenti di politica industriale come le Zone Economiche Speciali (ZES) o le Zone Logistiche Semplificate (ZLS), fattori determinanti per attrarre investimenti e sostenere la crescita dimensionale delle imprese.
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