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9 Febbraio 2026

SupTech e intelligenza artificiale: le iniziative di Consob nella vigilanza finanziaria

di La Scala Società tra Avvocati

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La crescente digitalizzazione dei mercati e delle attività di vigilanza ha favorito l'emersione delle cosiddette Supervisory Technologies (SupTech), ossia l'insieme di strumenti tecnologici applicati alle attività di supervisione, a supporto delle funzioni di vigilanza.

In tale ambito, la CONSOB ha avviato iniziative sperimentali, in un contesto in cui, da un'analisi comparata con altre autorità internazionali ed europee, emerge la tendenza a impiegare, nell'attività di vigilanza sui mercati finanziari, tool tecnologici sempre più avanzati, anche basati sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale, allo scopo di prevenire frodi, migliorare l'analisi dei flussi informativi e la prioritizzazione del rischio.

In ambito nazionale la CONSOB ha sviluppato prototipi basati su tecniche di unsupervised machine learning, che operano all'interno della fase preistruttoria del procedimento sanzionatorio in materia di abusi di mercato, a supporto delle analisi preliminari di insider trading, senza tuttavia assumere funzione decisoria, come si legge nel Quaderno FinTech n. 15 del 2025, pubblicato dall'autorità, dal titolo "Riflessioni in tema di intelligenza artificiale e attività di vigilanza".

In particolare, nella relazione si legge che questi modelli "classificano la discontinuità operativa dei soggetti, identificano 'insider rings' e rilevano deviazioni anomale nei pattern di trading. L'adozione sperimentale di questi strumenti, affiancata da una strategia volta a sviluppare politiche di data governance e dal rafforzamento della Divisione Informatica e IA istituita nel 2024, testimonia la volontà della CONSOB di coniugare innovazione tecnologica, efficienza istruttoria e tutela dei diritti fondamentali".

Inoltre, "dall'analisi condotta emerge che gli impieghi dell'IA sinora sviluppati dalla CONSOB non rientrerebbero tra i sistemi 'ad alto rischio' per i quali il regolamento europeo sull'IA pone le più stringenti tutele, trattandosi di soluzioni che supportano (e non sostituiscono) il potere discrezionale dell'autorità, sempre integralmente riservato all'essere umano. Del resto, gli applicativi impiegati non sono mai abilitati a incidere direttamente sui diritti individuali".

La responsabilità della decisione finale resta, dunque, in capo al titolare della funzione amministrativa, senza la possibilità di provvedimenti totalmente automatizzati: "Il provvedimento amministrativo finale con effetti sui vigilati deve sempre essere espressione di un apprezzamento umano autonomo. L'utilizzo di IA non può sostituire l'elemento volitivo proprio del titolare umano della funzione amministrativa".

Ne consegue che "l'utilizzo dell'IA in ambito SupTech ha essenzialmente una funzione diagnostica e predittiva, finalizzata cioè alla prioritizzazione del rischio e all'individuazione di pattern irregolari nei mercati finanziari", mentre "la decisione amministrativa di vigilanza (sanzionatoria o conformativa) resta di competenza del decisore umano".

Si tratta di modelli fondati su un impianto cosiddetto human-in-the-loop, in cui è centrale il presidio umano, necessario a garantire la legittimità dell'azione amministrativa. Sul piano della tutela giurisdizionale, rileva la garanzia di conoscibilità degli algoritmi utilizzati in ausilio all'attività di vigilanza, affinché sia consentito al giudice amministrativo il sindacato di legittimità. Nell'ambito della vigilanza finanziaria, l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale da parte di autorità indipendenti come la CONSOB indica che la funzione amministrativa va riletta alla luce dei principi costituzionali e normativi che ne governano l'esercizio, da conciliare con il contesto tecnologico, al fine di garantirne l'effettività.

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