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14 Aprile 2026
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Let's Make Green Green Again. La nostra ricerca sull'architettura rigenerativa. Il 27 novembre Il Prisma presenta il capitolo finale del progetto di ricerca 2025 "Let's Make Green Green Again", dedicato all'architettura rigenerativa, intrecciata con arte, tecnologia e design. I resident artist, Joan Thiele e Carlo Cossignani, daranno poi vita a una performance esperienziale, tradotta in linguaggio multimediale.
Il 27 novembre Il Prisma presenta l'evento conclusivo di Let's Make Green Green Again, il percorso annuale di esplorazione dedicato alla rigenerazione attraverso l'architettura e la società. Un appuntamento pensato per indagare nuove forme di relazione tra persone, spazi e futuro sostenibile.
L'incontro mette al centro esperienze esplorative che raccontano la ricerca sulle pratiche di architettura rigenerativa e sui processi di trasformazione responsabile. Un dialogo tra arte, progettazione e ricerca che invita a ripensare i nostri spazi, fisici e sociali, come ecosistemi vivi da curare e trasformare attraverso pratiche condivise e visioni sostenibili.
Protagonisti della giornata sono Giacomo Rozzo, head of innovation di Il Prisma, e Amit Anafi, head of ESG & sustainability, che illustrano l'approccio di Il Prisma alla progettazione come atto rigenerativo, capace di andare oltre l'impatto "zero" per restituire benefici alla comunità. Il racconto della ricerca si completa con il contributo dei resident artist: la performer e musicista Joan Thiele e l'artista visuale Carlo Cossignani danno vita a una performance multimediale dal titolo "Sonora: musica per quattro elementi".
A moderare il dialogo e a raccogliere le conclusioni è Walter Mariotti, direttore editoriale di Domus.
L'appuntamento del 27 novembre è una one day exhibition, un'esperienza esplorativa articolata in un percorso espositivo e una performance artistica all'interno degli spazi di Il Prisma Live, in via Adige 11.
Il pubblico viene accolto in un percorso suddiviso in quattro ambienti. La prima "stanza", Vicolo cieco, è concepita come una galleria immersiva di dati e notizie. Da un lato informazioni e statistiche reali e verificate, legate alla rigenerazione; dall'altro una selezione di articoli di stampa caratterizzati da toni allarmistici e immagini drammatiche, raccolti per evidenziare la confusione e la distorsione comunicativa attorno ai temi ambientali.
La seconda "stanza", La selva dei codici, è costituita da fasce sospese al soffitto che riportano acronimi, sigle internazionali, trattati ambientali (come il protocollo di Kyoto) e simboli legati alla sostenibilità. Il visitatore attraversa così una "foresta" simbolica che riflette la complessità dei linguaggi e dei riferimenti normativi del settore. Lungo il percorso, pannelli esplicativi aiutano a orientarsi tra i diversi livelli di informazione.
La terza "stanza" ospita La bussola rigenerativa: il modello progettuale di Il Prisma per guidare i processi di architettura rigenerativa. La bussola aiuta a valutare materiali, contesto, comunità coinvolte, impatto ambientale ed eventuali benefici positivi generati dall'edificio nel suo intorno: un approccio che va oltre l'impatto zero, mirando a un impatto "+1" sull'ambiente e sulla società.
L'ultima sezione del percorso, Oltre il progetto, presenta l'ecosistema dei benefici dell'architettura rigenerativa.
"Nell'evento conclusivo della nostra ricerca sull'architettura rigenerativa, sperimentiamo la rigenerazione mentre prende forma e diventa un'esperienza concreta, interattiva e sensoriale. Vediamo all'opera l'applicazione del nostro framework - La bussola rigenerativa - testato su casi reali, mostrando che ciò che all'apparenza sembra distante dal green può invece rivelarsi profondamente rigenerativo", racconta Stefano Carone, managing partner di Il Prisma.
Il percorso conduce all'installazione in cui si materializza la performance artistica "Sonora: musica per quattro elementi" di Joan Thiele e Carlo Cossignani, parte integrante del progetto "Let's Make Green Green Again". Le sculture in carta di Cossignani, che si presentano come pilastri sospesi nello spazio, diventano strumenti sonori grazie all'interazione con Thiele: sfiorandole, si attivano sensori capaci di generare vibrazioni e suoni, dando vita a una performance sensoriale che lega arte, musica e architettura.
L'installazione di Cossignani rappresenta una composizione di quattro elementi in conversazione con quattro disegni su carta rispetto ai quali l'elemento scultoreo si colloca come naturale estensione, aggiungendo ulteriori livelli di dialogo su un piano tanto spaziale quanto linguistico. Realizzate in carta, queste sculture si ispirano nell'aspetto e nelle dimensioni ai pilastri da costruzione. Noti in architettura come elementi di sostegno, i pilastri vengono qui negati alla loro funzione originale e presentati come frammentati e sospesi. È il vuoto che intercorre tra le parti a suggerire la continuità della struttura, ponendosi come nodo portante dell'opera e rivendicando l'idea che la comprensione dei fenomeni nella loro interezza passa dal contemplarne l'aspetto duale e non visibile. Se alla materia corrisponde un'antimateria, le figurazioni delle silhouette negli stagli si contrappongono al formalismo astratto della colonna, così come la fragilità della carta contrasta la pericolosità delle forme appuntite e taglienti che ne definiscono l'aspetto.
Let's Make Green Green Again rappresenta un percorso di ricerca che combina architettura e arte per proporre nuovi modi di abitare e progettare. Una chiamata collettiva a mettere in campo competenze, visioni e responsabilità per far sì che la rigenerazione sia un atto reale, condiviso e profondamente umano.
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