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30 Aprile 2013

Il caso Danimarca, dopo la bolla immobiliare il crollo dei mutui

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I danesi, il popolo più indebitato al mondo, stanno perdendo la loro propensione al credito.

 

Dopo aver accumulato un debito personale pari a quasi tre volte il reddito, i mutui ipotecari sono cresciuti nell'ultimo trimestre al ritmo più lento mai registrato dal 2000 a oggi, secondo i dati diffusi dall'Associazione delle banche danesi.

 

I prestiti concessi dalla Nordea Bank Denmark, il secondo istituto di credito del Paese, sono scesi al livello più basso dell'ultimo anno.

 

La Danimarca è tra le economie scandinave quella più colpita dalla crisi finanziaria globale.

 

Le famiglie hanno visto crollare la ricchezza personale a 400.000 corone (69.900 euro) in media, dopo la fase del picco del mercato immobiliare raggiunta nel 2007.

 

Dopo la bolla immobiliare scoppiata nel 2008, i prezzi delle case sono scesi del 20%, spazzando via più di dodici banche e immettendo l'economia in processo di recessione durato fino al 2009.

 

Il prodotto interno lordo si è contratto dello 0,5% nel 2012, determinando la peggiore performance economica del Paese in tre anni.

 

La spesa dei consumatori è scesa dello 0,1% nel quarto trimestre del 2012, in calo per il terzo periodo consecutivo, influenzata soprattutto dalla crisi immobiliare.

 

Dovrebbe però prodursi un'inversione di tendenza: il governo della Danimarca stima che quest'anno l'economia crescerà tra lo 0,5% e l'1%, meno comunque di Svezia e in Norvegia.

 

In tale contesto, i consumatori sono disincentivati a contrarre altri prestiti e al contrario stanno approfittando dei tassi di interesse più bassi per accrescere i rimborsi di capitale  sui mutui, sempre secondo i dati della Banca Centrale.

 

 

 

 

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