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31 Dicembre 2025
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30 Dicembre 2025
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Il 2020 è stato un anno molto difficile per il settore fieristico e a causa della pandemia il 20% delle imprese ha chiuso in perdita, mentre oltre una su due ha visto diminuire il proprio profitto di oltre la metà. Inoltre, il 54% delle aziende è stato obbligato a ridurre la propria forza lavoro e oltre una su cinque rischia di chiudere nei prossimi sei mesi se le fiere non ripartiranno. E' quanto emerge dalla 26esima edizione del report Ufi - Global Association of the Exhibition Industry, secondo cui il problema principale resta la disponibilità di imprese e visitatori a partecipare ad appuntamenti fisici (64%). Guardando avanti c'è comunque la speranza di un progressivo ritorno alla normalità, di pari passo con le riaperture e la ripartenza delle attività: le aziende che prevedono di tornare a un livello normale di attività già a giugno sono il 37% e, in generale, una su due crede che le fiere riapriranno le loro porte nel secondo semestre del 2021. "Le fiere sono fondamentali per l'economia: rappresentano una vera e propria vetrina che ci permette di far conoscere i raffinati prodotti che nascono in Italia a tutto il resto del mondo. Appena sarà possibile, siamo pronti a ripartire", ha detto Maurizio Cozzani, amministratore delegato di Eurostands, azienda del settore degli allestimenti.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Dalmiglio, Savills: Advisor e competenze, il ruolo strategic
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