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Si diradano le nubi all'orizzonte (video)

di Luigi dell'Olio, Monitorimmobiliare 11 Novembre 2017

È uno scenario moderatamente positivo quello dell’immobiliare italiano disegnato da Giampiero Schiavo, amministratore delegato di Castello Sgr. In questa intervista racconta gli investimenti in atto da parte di una delle società più attive del settore, offrendo al contempo una visione della situazione nel mercato nazionale nel suo complesso.

 

Cominciamo da un quadro macro: negli ultimi tempi abbiamo registrato diversi segnali di risveglio per l’immobiliare italiano. Cosa possiamo attenderci per i trimestri a venire?

“Lo scenario è in miglioramento, con investimenti in crescita anche se soprattutto per ragioni opportunistiche. Pensiamo al settore degli npl, con grandi investitori internazionali impegnati all’acquisto di pacchetti di asset deteriorati a basso prezzo. Quando al segmento core, c’è grande liquidità – soprattutto in capo agli investitori internazionali - ma c’è anche un problema di prodotto”.

 

A cosa si riferisce?

“Mi riferisco alla carenza di liquidità. Questo spinge a una crescita dei multipli per gli asset di maggiore qualità. Dal lato residenziale sicuramente c’è una ripresa del mercato, che a Milano è evidente più che altrove. Speriamo tutti nella possibilità che il 20 novembre si decida per l’assegnazione dell’Ema a Milano. Sarebbe una spinta importante alla città nel suo complesso e al mercato immobiliare in particolare. Al di fuori del capoluogo lombardo, la situazione rimane tiepida, anche se va ricordato che in genere il resto del Paese segue i trend di Milano con uno o due anni di ritardo. Dunque c’è da essere ottimisti”.

 

Parliamo un po' di voi. Nei mesi scorsi avete acquisito il complesso immobiliare di quello che fu l’hotel Majestic, nel centro storico di Courmayeur. L’investimento, tra acquisto e ristrutturazione per riportare in funzione l’albergo, si aggirerà sui 35 milioni di euro. Come si spiega la scelta della location e della struttura alberghiera?

“In Italia siamo il più grande investitore alberghiero. Considerando tutti i nostri fondi, abbiamo 19 strutture con oltre 2mila stanze. Siamo presenti nel leisure dal 2008, con un primo investimento in Toscana e successive iniziative in altre regioni della Penisola. Courmayeur perché il mercato leisure ha bisogno di location primarie. Se oggi vado a New York o in Giappone, tutti sanno cos’è il Monte Bianco e allora c’è un potenziale da sviluppare”.

 

Come va il rapporto con gli enti locali?

“Sia dal Comune, che dalla Regione abbiamo riscontrato massima collaborazione. Sono stati messi nero su bianco dei punti su come e quando fare le cose e vi è stato un assoluto rispetto di quanto concordato. Questo territorio è attento non solo a chi scia, ma ha un centro storico che presta grande attenzione anche allo shopping. Credo che questa destinazione nei prossimi anni si avvicinerà ai target internazionali, come si vede oggi in Francia e Svizzera”.

 

Spesso in Italia si discute della necessità di creare grandi catene alberghiere, in linea con quanto già da tempo avviene in altri mercati, con l’obiettivo di generare economie di scala, alzare la qualità media dei servizi, attrarre manager qualificati e condividere best practice. Che ne pensa in merito?

“Le cito qualche numero. In Italia abbiamo circa 30mila strutture ricettive e più del 70% si colloca nella fascia a 2-3 stelle. Il problema è che tolti i primi 20-30 nomi, tutto il resto del mercato ha bisogno di grandi interventi in campo immobiliare. La capacità del singolo di stare dietro all’evoluzione del mercato è limitata. Però, d’altro canto, non dimentichiamo qual è la struttura economica di questo Paese: le Pmi sono l’asse portante e possono crescere, senza necessariamente rinunciare alla propria configurazione. Del resto, negli ultimi anni abbiamo visto finire in default anche strutture medio-grandi. Quindi non è solo una questione di dimensioni, ma di competenze e volontà politica”.

 

Può approfondire?

“Siamo in una congiuntura straordinariamente positiva, con gli arrivi turistici che continuano a crescere. Occorre dare regole certe a chi vuole investire nel settore”.




Questo articolo, con la videointervista, è presente su REview di questa settimana. Leggi gratuitamente il numero completo!

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