NEWS

Schroders: il Pil del Regno Unito sale, ma cela segnali preoccupanti

di Azad Zangana, Senior European Economist and Strategist, Schroders 10 Agosto 2018

Le ultime stime sul Pil britannico indicano che l’economia si è ripresa dal calo registrato all’inizio del 2018. Il dato è migliorato, passando dallo 0,2% t/t del primo trimestre allo 0,4% t/t nel secondo trimestre, confermando le aspettative del consensus

 

I miglioramenti sono avvenuti sia a livello di spesa delle famiglie che a livello di investimenti (compresi gli investimenti delle aziende), mentre la spesa pubblica è rimasta inalterata. Tuttavia, c’è stato un importante freno dello 0,8% da parte degli scambi commerciali netti, visto che il volume delle esportazioni è diminuito del 3,6%, rispetto a una contrazione molto più ridotta delle importazioni dello 0,8%. 

 

L’aumento delle scorte indica una domanda più debole

 

L'economia ha visto un aumento delle scorte, che hanno contribuito per lo 0,5% alla crescita del Pil. Con il termine “scorte” si indica la differenza tra ciò che viene prodotto dall’economia e ciò che viene consumato. Di conseguenza, un aumento delle scorte mostra che la domanda è stata più debole dell’offerta nel trimestre. Se ci focalizziamo solo sulle vendite finali (Pil al netto delle scorte), allora la domanda si è contratta dello 0,1%.

 

A peggiorare ulteriormente il quadro, questo è il secondo trimestre consecutivo in cui le vendite finali sono diminuite, il che significa che sono cadute in una recessione tecnica per la prima volta da metà 2008. 

 

Per il momento, la crescita graduale delle scorte resta sostanzialmente contenuta rispetto alle dimensioni dell’economia. Tuttavia, se la domanda non riuscirà a riprendersi e la crescita graduale delle scorte persisterà nei prossimi trimestri, allora le società saranno obbligate a tagliare i prezzi per smaltire tali scorte e ridimensionare la produzione. Ciò potrebbe portare a un aumento della disoccupazione e potenzialmente anche a una recessione.

 

Spese contenute per famiglie e imprese

 

La debolezza della domanda da parte delle imprese è visibile già da tempo, ed è legata all’incertezza provocata dalla Brexit. Anche la spesa delle famiglie si è indebolita, ma questo è comprensibile data la crescita dei salari molto contenuta in termini reali, e il tasso di risparmio quasi al minimo storico.

 

Tuttavia, la causa principale del calo delle vendite finali nel secondo trimestre è da ricercare nelle esportazioni, e questo nonostante la sterlina sia ai livelli minimi rispetto al dollaro e all’euro negli ultimi 12 mesi. 

 

Il peso delle guerre commerciali e della Brexit sulla domanda di esportazioni

 

Lo spostamento globale verso una retorica di protezionismo ha chiaramente danneggiato la domanda di esportazioni non solo nel Regno Unito, ma in tutto il mondo. L’alto livello di integrazione delle supply chain implica che l'impatto degli scontri commerciali tra Stati Uniti e Cina, ad esempio, potrebbe avere ramificazioni molto estese anche in altri Paesi.

 

Il Regno Unito non è un’eccezione rispetto a molti dei suoi vicini europei nel registrare un rallentamento nella crescita delle esportazioni. Tuttavia, vale la pena ricordare che è possibile che il recente aumento del rischio di una Brexit senza accordo stia scoraggiando commercio e investimenti. 

 

Nel complesso, la lettura del PIL delineerà un quadro di ragionevole ripresa dell'economia. Tuttavia, sotto la superficie, i dati raccontano una storia diversa: una storia di una domanda interna debole e di una scarsa performance esterna. Queste condizioni non sono sostenibili e, a meno che non vi sia un miglioramento della domanda, il rischio di recessione si fa sempre più concreto.

TAG
tags pil uk
MAPPA
COMMENTI
 
ULTIME NOTIZIE
QUOTAZIONI
VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
Aedes   1.4816 47,382,041 0.192
Beni Stabili   0.7210 1,636,376,411 4.123
Brioschi   0.0586 46,157,160 0.007
Coima Res   6.8600 247,008,020 0.033
Dea Capital   1.2680 388,784,143 0.080
Gabetti Holding   0.2560 15,017,577 0.041
Igd   5.6800 626,742,009 1.356
Italcementi   10.5800 3,695,283,794 0.000
Mutuionline   16.7800 671,200,000 0.733
Nova Re   4.0000 41,512,700 0.002
Risanamento   0.0188 33,855,872 0.033
Powered by Traderlink
VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
  1,370.0000 142,309 0.011
  979.1000 83,079,572 0.009
  839.9000 56,003,692 0.000
  237.0000 123,600,240 0.028
  13.4680 8,080,840 0.001
  50.0000 13,423,700 0.000
  466.5000 56,913,000 0.000
  84.8000 178,531,390 0.000
  467.0000 52,956,866 0.000
  79.4000 115,521,204 0.058
  410.0000 23,124,000 0.000
  24.8500 1,528,374 0.000
  3.4285 0 0.000
  36.1050 2,484,024 0.000
  1,024.0000 0 0.022
  398.2000 51,367,800 0.035
  240.0000 14,400,000 0.000
  242.0000 0 0.004
  58.6500 37,922,504 0.000
  663.8000 106,208,000 0.002
  565.6000 17,448,760 0.004
Powered by Traderlink
NEWSLETTER

Registrati gratis per rimanere aggiornato

Iscriviti ora
La tua richiesta è andata a buon fine. Riceverai la newsletter con le nostre notizie più interessanti.
Ci sono stati problemi nell'ivio della richiesta. Prova nuovamente o inviaci una mail a info@monitorimmobiliare.it
TWITTER
SOCIAL
Subscribe to RSS followers 3.117 Fan 141.901 visualizzazioni 30.416 visualizzazioni 5000+ collegamenti
EVENTI REAL ESTATE