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Presidenza italiana UE e norme in arrivo per far ripartire l’immobiliare

di Maurizio Cannone per Repubblica-Monitorimmobiliare 20 Luglio 2014

Il settore immobiliare attende interventi normativi, da una parte per ripartire e dall’altra per non subire nuovi appesantimenti fiscali.

Il semestre di presidenza italiana UE e diversi decreti in attesa di approvazione in Italia potrebbero raggiungere lo scopo auspicato dagli operatori. In Europa si preannuncia una battaglia campale.

Sono passate solo tre settimane dalla raccomandazione della Commissione europea: “L'Italia deve trasferire ulteriormente il carico fiscale dai fattori produttivi a consumi, beni immobili e ambiente, nel rispetto degli obiettivi di bilancio”.

Che tradotto significa: senza queste misure non riuscirete a rispettare gli impegni. Il risultato dell’azione esercitata dalla presidenza italiana si vedrà già a settembre.

Se riuscirà a garantire le coperture richieste non vedremo nuove tasse, altrimenti è intuibile un nuovo inasprimento.

Già annunciato con la revisione delle rendite catastali, in fase di definizione.

Non ricorrere alla nuova imposizione significherebbe lasciare nelle tasche degli italiani fino a 4 mld di euro l’anno e lancerebbe un segnale forte sulla stabilizzazione fiscale applicata al settore.

Altro tema spinoso riguarda i crediti in sofferenza delle banche.

Si parla da tempo della creazione di una bad bank sul modello spagnolo, in cui convogliare i crediti incagliati con sottostante immobiliare.

In pratica i finanziamenti erogati a privati per comprare casa, o più spesso a costruttori per realizzare grandi progetti, e mai rimborsati.

Si valuta in oltre 160 mld di euro l’importo complessivo e senza il via libera europeo ci sarebbe il pericolo degli aiuti di Stato. Se andasse in porto, sarebbe la vera chiave di volta: le banche non avrebbero più sofferenze eccessive in bilancio e potrebbero ripartire davvero a erogare prestiti.

C’è poi il Piano Casa come riproposto a maggio.

Nei decreti attuativi si attende un chiarimento riguardo agli immobili abusivi.

In Italia il Demanio ne ha censiti 500.000, un numero impressionante che contribuisce a tenere bloccato il mercato.

E la parte che riguarda i fondi immobiliari.

Sono 23 per un valore di oltre 5 mld di euro quelli in scadenza entro il 2019.

Un mare di immobili che non può trovare spazio con le attuali condizioni di mercato.

I temi da chiarire sono: la proroga fino a 5 anni anche per i fondi in scadenza a partire dal 2015; garantire che le Sgr (le società che li gestiscono) possano mantenere la piena operatività.

Nonostante il silenzio che contraddistingue l’amministratore delegato di IdeA Fimit, Emanuele Caniggia (fresco di nomina anche come consigliere di presidenza in Assoimmobiliare), trapela che si stia occupando in prima persona di risolvere il tema.

Della norma si sono perse le tracce negli ultimi provvedimenti omnibus del Governo e pare sia stata individuata la struttura del decreto legge che dovrebbe vedere la luce entro i primi giorni di settembre.

Caniggia, che guida da pochi giorni IDeA Fimit, partecipata da De Agostini e Inps, pare sicuro di raggiungere l’obiettivo avendo incontrato personalmente i principali operatori del settore.

Vuole chiaramente riallacciare tutta una serie di relazioni con investitori e interlocutori istituzionali con lo scopo di fare della sua azienda non solo la prima Sgr immobiliare italiana ma anche il punto di riferimento del mercato.

Si avvale dall’azione di Assoimmobiliare, che segue e supporta il legislatore. “Nel DEF 2014 - spiega Emanuela Recchi, vicepresidente Assoimmobiliare – si ravvisa come sia necessario perfezionare gli strumenti di finanza immobiliare per renderli ancora più attrattivi da parte degli investitori italiani ed esteri e tra questi dagli enti di previdenza. Siiq e Fondi sarebbe opportuno venissero resi competitivi come negli altri Paesi per stimolare gli investimenti”. 
 
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