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La formazione sta diventando una delle principali necessità per le aziende, per certi versi forse anche la più stringente. È evidente che poter contare su un personale competente è sempre stata una priorità per qualunque organizzazione. Ciò che però è cambiato nell’ultimo periodo è la vertiginosa velocità con cui, in gran parte a causa dell’evoluzione tecnologica ma non solo, stanno mutando i processi e le attività delle aziende. Uno sviluppo talmente veloce da aver ampiamente superato le possibilità di crescita professionale offerte del comune processo di aggiornamento che le organizzazioni erano solite richiedere al proprio personale.
La risposta non può che essere quella di investire in maniera decisa sulla formazione, che deve essere ancora più mirata e intensa che in passato. Per chi opera nel settore del Facility Management, sia esso un Facility Manager o un esponente di una società di servizi, questa è però tutt’altro che una novità, dato che quella di una formazione continua è piuttosto una necessità che impara a conoscere sin dai suoi primi passi nella professione.
Quello del Facility Management è infatti un universo estremamente complesso, che raduna al suo interno competenze di molte discipline, spesso molto distanti tra loro. Il numero e l’eterogeneità dei servizi che il facility va a coprire da soli potrebbero bastare a dare un’idea di quanto lo sguardo del Facility Manager debba essere ampio. E a questo si aggiungono altri fattori fondamentali, come la necessità di conoscere le esigenze legate ai servizi di chiunque operi nell’organizzazione e allo stesso tempo di avere una visione precisa della direzione in cui l’azienda vuole muoversi, per poi armonizzare tutti questi elementi in una strategia gestionale adatta a sostenere al meglio l’attività produttiva.
È perciò evidente come a chi lavora nell’FM sia richiesto, per la natura stessa della professione, di leggere con largo anticipo le evoluzioni non solo della tecnologia, ma di tutti quei fattori che possono avere un effetto sull’organizzazione nel suo complesso, così come le innovazioni di prodotto e di processo che possono consentire all’azienda di elevare la propria efficienza e allo stesso tempo diminuire i costi.
La risposta del settore a tale straordinaria complessità è sempre stata una forte attenzione allo sviluppo delle competenze, che solo in parte possono essere apprese sul campo. Una formazione intensa e continua è perciò da sempre una conditio sine qua non per chi opera nel facility. Tanto più che i percorsi universitari (nessuno dei quali specifico per l’FM), sebbene diano ottime basi, non possono però fornire il livello di dettaglio, e allo stesso tempo l’ampiezza, del ventaglio di competenze richieste per lavorare in questo ambito.
L’approccio più adatto è quello di un processo formativo strutturato in più aree, che sappia offrire un quadro teorico solido e soprattutto capace di dare ordine, direzione e significato a tutto quello che viene appreso nella pratica quotidiana del Facility Management. Ifma Italia ha costruito la sua amplissima offerta formativa proprio su questa filosofia, per dare un risposta alla complessità multidisciplinare dell’FM e allo stesso tempo per rispettare le esigenze dei diversi attori del settore, dal Facility Manager al personale dell’azienda fornitrice di servizi, da qui si affaccia per la prima volta al settore fino al professionista con decenni di esperienza nel campo. Sono corsi inoltre che si fondano sulla partecipazione attiva e sul coinvolgimento dei partecipanti.
La formazione, infatti, nel caso dell’FM, non può mai essere un processo puramente verticale, in cui le conoscenze provengono solo dal docente. È importante che ci sia, al contrario, anche un dialogo e uno scambio di idee con gli altri corsisti, che sono professionisti a loro volta dotati di esperienza e conoscenze che devono circolare il più possibile all’interno dell’aula, fisica o virtuale che sia.
Un processo formativo solido ed efficace, in grado di accrescere la preparazione di tutti coloro che operano nei servizi, dal ruolo più strategico a quello più operativo, in definitiva è una risorsa per tutte le aziende non solo perché innalza la competenza delle proprie risorse dedicate al facility, ma anche perché garantisce che il personale di un fornitore esterno che opera nel sito dell’organizzazione abbia ricevuto un’adeguata preparazione non solo tecnica, ma anche gestionale e comunque capace di coprire ogni aspetto richiesto per operare al massimo dell’efficacia e della professionalità a favore dell’azienda cliente.
È importante sottolineare però un ultimo elemento. Chi opera nell’FM deve svolgere la sua intera professione con un approccio formativo. Deve saper apprendere qualcosa da ogni passaggio della sua attività. La sua crescita professionale, perciò, passa anche per alcuni importantissimi momenti di riflessione e analisi personale sui progetti svolti o ancora in corso, come anche sulla condivisione di queste esperienze con altre figure all’interno e all’esterno dell’azienda. Quello del Facility è un mondo molto vasto e eterogeneo, cosa che rende molto difficile, per chi vi opera, essere egualmente preparati in tutte le aree.
I player presenti sul mercato possono colmare le aree di competenza in cui un Facility Manager si sente magari meno preparato, ma un’abitudine alla condivisione e allo scambio di idee e di esperienze è comunque un passaggio di enorme utilità che ognuno dovrebbe compiere, non solo per favorire la propria crescita professionale, ma anche per lo sviluppo dell’intero settore.
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Belloni, Fervo: aria nuova nei servizi immobiliari; Br
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