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L’incertezza frena gli investitori immobiliari in Europa (video)

di F.B. 19 Gennaio 2019

Gli investitori sono alla ricerca di rendimenti sicuri a lungo termine, anche alla luce di un contesto politico incerto e potenziali rialzi dei tassi di interesse che possono influenzare il mercato immobiliare in tutta Europa.

 

Questi i dati che emergono da Emerging Trends in Real Estate Europe 2019, rapporto annuale elaborato da Urban Land Institute e PwC che raccoglie le valutazioni di oltre 800 professionisti del settore immobiliare in Europa.

 

Questa prudenza si riflette anche nelle aspettative legate alla disponibilità di capitale e debito, con circa il 28% degli intervistati che ritiene che l'ammontare di capitale disponibile per il rifinanziamento o nuovi investimenti aumenterà del 50% rispetto allo scorso anno. Tuttavia, nell’anno precedente la fiducia è stata particolarmente elevata e ci sono poche preoccupazioni ad oggi sulla liquidità, anche per settori sfidanti come il retail, come dimostra la maggioranza degli intervistati, che ritiene che la disponibilità di capitale resterà pressoché invariata.

 

Uno dei principali ostacoli all'investimento continua ad essere la disponibilità di asset adeguati man mano che i capitali continuano a fluire verso l'Europa, con forti aumenti attesi dall'Asia. Questa condizione sta mettendo sotto pressione il mercato core, con il 70%degli intervistati che concorda sul fatto che i prime asset siano troppo costosi.

 

Nella classifica delle principali città in termini di investimenti, Lisbona conquista dieci posizioni classificandosi al primo posto, con gli intervistati che hanno elogiato la qualità della vita e la leadership politica della città, seguita da Berlino, Dublino, Madrid e Francoforte.

Le più affermate città tedesche dominano ancora la top ten, con Berlino in seconda posizione seguita da Francoforte, Amburgo e Monaco rispettivamente al 5°,7° e 10° posto. Tuttavia, secondo alcuni intervistati, la popolarità di queste città sta cominciando a risentirnea causa di investimenti troppo cari in queste località.

 

Il resto delle prime dieci posizioni è in gran parte costituito da città, come Madrid, Amsterdam, Vienna e Dublino che ottengono risultati positivi sui fondamentali immobiliari e sulle prospettive di crescita delle locazioni, ed in molti casi anche sulla qualità della vita, sulla connettività, sul potenziale di innovazione e sull'attrattiva dei talenti.

In Italia, Milano è la città che attrae maggiormente gli investitori, anche se perde tre posizioni in classifica, probabilmente per effetto delle elezioni nazionali, del 2018, che hanno portato alla formazione di un governo di coalizione populista ed euroscettico.

Roma si conferma stabile al 28° posto. Gli intervistati vorrebbero investire su Roma, ma la visione prevalente è che la città sia troppo complessa e imprevedibile.

 

Una risposta a questo contesto dei mercati dei capitali più sfidante è che gli investitori si stanno rivolgendo ad asset class che stanno vivendo cali strutturali e sono meno soggette a questo ciclo.

Il residenziale si distingue in questo senso, con sette dei primi dieci settori fortemente attrattivi, come il co-living, lo student housing, il senior living e il social housing.

 

 

 

 

Le interviste

Lia Turri, partner PwC - Real Estate Assurance Leader Italy: “Per quanto riguarda le città italiane, occorre rilevare che da un punto di vista degli investitori, in particolar modo quelli stranieri, il focus è fondamentalmente su Milano e Roma. Questo impatta quella che è la dimensione degli investimenti in termini generali nel nostro Paese, che si concentrano su due città. Per il 2019 le due metropoli hanno prospettive diverse. Entrambe hanno mantenuto le posizioni conquistate negli anni precedenti, tuttavia il sentiment si differenzia. Solo a Milano rimane positivo, perché la città viene considerata viva e in crescita”.

 

Massimo Pellegrino, partner PwC – Artificial Intelligence Leader: “Il settore del real estate è in una fase di profonda trasformazione, soprattutto dal punto di vista tecnologico. I maggiori trend sono dati per prima cosa dall’enorme disponibilità di sensori, quindi tutto quello che ha a che fare con l’internet of things, che facilitano le analisi sui dati e la costruzione di nuovi modelli di business, come la parte di realtà virtuale o realtà aumentata, utilizzata in tutte le fasi della value chain del settore immobiliare. E poi il Bim, che interviene in tutte le fasi che vanno dalla progettazione, alla costruzione, alla manutenzione degli edifici. Se da una parte la disponibilità di tecnologie produce questo cambiamento, dall’altra il livello di digitalizzazione e competenze all’interno del mercato è ancora piuttosto basso”.

 

Luca Solfaroli Camillocci, Presidente di Enel Produzione Progetto Futur-e: “Il progetto Futur-e ha l’obiettivo di riqualificare su larga scala 23 siti in tutta l’Italia. Siti industriali che oggi non sono più necessari nel mercato dell’energia e che possono creare interessanti opportunità di sviluppo per il territorio e gli operatori immobiliari. L’idea da cui siamo partiti è quella di un mondo in cui l’energia rinnovabile sta diventando la prima fonte a livello mondiale. Gli impianti tradizionali si avviano a non essere più necessarie, è quindi opportuno dare un futuro a queste strutture. Il progetto parte dall’ascolto del territorio, per valutare le linee di sviluppo per questi siti con al centro la sostenibilità sociale e ambientale”.

 

Davide Albertini Petroni, presidente ULI Italia: “

Abbiamo verificato all’interno del report Emerging Trends una maggiore attenzione agli aspetti tecnologici che impattano sul mercato, al di là di una concentrazione sulla gestione operativa degli asset. Viene messa in rilievo la sostenibilità economica e sociale delle iniziative immobiliari. I grandi investitori sono molto attenti, perché questo approccio aumenta il ritorno economico ma ha ricadute anche sul brand. La digitalizzazione sta sicuramente modificando il modo di agire degli operatori del settore, perché non solo abbiamo una quantità di dati molto più alta rispetto al passato sui fabbricati, sui clienti e sugli utilizzatori del prodotto, ma la tecnologia entra anche all’interno di tutti i servizi correlati al mondo immobiliare.



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