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Il latte sardo e l'immobiliare

di Maurizio Cannone 12 Febbraio 2019

Siamo sicuri che il latte di capra pagato pochi centesimi al litro ai pastori sardi sia solo un problema loro?

Perchè sembra che ormai nessun settore sia al riparo da prezzi imposti ai produttori, neanche nell’immobiliare.

 

Tornando al latte sardo, sacrosanta la protesta dei pastori. Che i signori dei grandi distributori provino a far quel lavoro per qualche giorno anzichè digitare le quotazioni sui fogli Excell. E poi ciclicamente si lancia l’allarme sul degrado idrogeologico, senza facilitare il lavoro dei pastori che sono le sentinelle di una regione così complessa e vulnerabile.

 

Ma lo stesso accade nel ricco Veneto, dove le mele vengono distrutte perchè pagate 5 centesimi al chilo dai grandi centri della distribuzione, a fronte di un costo per i produttori di 23 centesimi al chilo.

 

E lo stesso accade, con risvolti disumani, nelle regioni del Sud Italia per la raccolta in  particolare dei pomodori. Le baraccopoli in Campania o in Puglia esistono esclusivamente per garantire il  lavoro dei clandestini nei campi. Tutti i governi hanno girato le spalle al problema, destra o sinistra non cambia il risultato.

 

Ma sei vuoi pagare poco un prodotto, e magari sapere di avere la possibilità di comprarlo anche la domenica, non ci sono alternative: chi vende deve pagare il meno possibile a chi produce. Che va bene quando sei il compratore, molto meno quando sei il produttore.

Il tema è complesso, ma chiarissimo nel concetto: se esiste un grande capo, tutti i fornitori sono destinati a una vita grama.

 

Un problema che non riguarda solo l’agricoltura.

Si pensi alle certificazioni energetiche degli edifici, o alle valutazioni immobiliari. Le certificazioni energetiche si trovano sul mercato anche a 30 euro, realizzate via telefono, nonostante la pratica sia esplicitamente vietata. E’ un po’ come il latte sardo: come faccio a guadagnare 60 centesimi al litro se devo pascolare giorno e notte il gregge, curare le bestie, occupare tutto il mio tempo? Come può un certificatore energetico, via telefono, verificare e valutare gli impianti, gli infissi e tutte le dotazioni di una casa? Non si sa, ma il tema non preoccupa nessuno. Se non i certificatori seri che si trovano a offrire servizi a prezzi fuori mercato, ma sono problemi loro. Magari se un domani ci dovesse capitare di comprare una casa che non corrisponde alla certificazione, chiederemo uno sconto.

 

Ancora peggio accade sempre più spesso con le perizie per l’acquisto con un mutuo. Perchè la banca, giustamente, si vuole tutelare prima di erogare un prestito. Ne va dei requisti patrimoniali dell’istituto, e gli azionisti sono molto sensibili specie negli ultimi anni. Come per il latte sardo, come può un perito, iscritto all’Albo, con credenziali selettive  verificate dalla banca per la quale opera (come consulente esterno) effettuare: visure catastali (giusto per sapere se la casa è abusiva o non esiste o ancora non corrisponde alle mappe), atti di provenienza (si sa mai che qualcuno voglia mettere a garanzia casa d’altri), stato dell’immobile, comparare i prezzi di immobili simili nella zona e mille altre attività, oltre al viaggio di andata e ritorno per raggiungere l’immobile e infine la stesura della relazione, il tutto a 50 euro, 100 euro nei casi medi, poco di più in condizioni particolari.

 

Poi però non lamentiamoci dei crediti deteriorati. Perchè con questa impostazione, già oggi si stanno creando le condizioni per una nuova ondata di NPL. Non interessa davvero cosa ci sia a garanzia del mutuo, basta ridurre al minimo i costi. Poi tanto si cartolarizza, tra qualche anno chissà dove sono finiti questi mutui e ci penserà qualcun altro. Io intanto il bonus l’ho preso, vediamo se vengono a chiedermi di restituirlo.

 

In tutto questo, che dovrebbe essere allarmante, si affacciano i più spregiudicati, i sedicenti maghi della tecnologia: tagliamo i costi delle perizie, eliminiamo i periti, dicono. Ecco allora che le perizie costano anche 20 euro, diverse gare d’appalto di grandi banche indicano questi importi. Cosa ci sia scritto lo vedranno probabilmente tra qualche anno i curatori fallimentari.

C’è sempre qualcosa che costa meno, ma la qualità ha un prezzo sotto il quale diventa un’altra cosa.

Siamo proprio sicuri che che il latte sardo non c’entri con l’immobiliare?

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QUOTAZIONI
VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
Aedes -5.12 1.3740 44,009,693 0.352
Brioschi 0.31 0.0642 50,568,083 0.039
Coima Res 1.31 7.7600 279,414,320 0.114
Covivio -0.69 86.5000 7,171,100,677 0.418
Dea Capital 0.92 1.3200 404,727,972 0.152
Gabetti Holding -0.63 0.3180 18,790,912 0.012
Heidelberg Cement 0.00 64.7600 12,849,451,051 0.002
Igd -1.22 6.0550 668,120,223 0.565
Mutuionline -1.00 15.9000 636,000,000 0.441
Nova Re 0.00 3.9990 41,502,322 0.000
Restart -4.51 0.6200 19,827,813 0.322
Risanamento 1.50 0.0203 36,557,138 0.025
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VAR, %QUOT. €CAPITALIZ. €SCAMBI €
0.01 1,470.2000 152,696 0.087
-1.15 985.5000 83,622,632 0.032
0.02 831.2000 55,423,585 0.015
-0.83 232.0500 121,018,716 0.017
0.00 50.0000 13,423,700 0.000
-0.11 466.5000 56,913,000 0.000
0.00 84.8000 178,531,390 0.000
0.00 467.0000 52,956,866 0.000
-0.47 92.3500 134,362,508 0.029
1.08 410.0000 23,124,000 0.000
1.47 24.8500 1,528,374 0.000
0.00 3.6195 0 0.000
0.00 36.1050 2,484,024 0.000
0.00 980.0000 0 0.084
1.39 215.3000 27,773,700 0.004
-0.48 230.0000 13,800,000 0.003
-0.20 249.5000 0 0.002
0.00 58.6500 37,922,504 0.000
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