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Cbre: tornano gli investitori internazionali in Italia

15 Aprile 2013

Dopo un 2012 da dimenticare, i 620 milioni di euro investiti nei primi tre mesi del 2013 infondono un po’ di ottimismo al mercato, con una crescita del 36% rispetto all’ultimo trimestre del 2012.

 

Secondo Cbre, nonostante la tanto attesa uscita dal tunnel sia ancora lontana, in Italia qualcosa sembra muoversi.

 

Gli investitori internazionali, tra cui molti opportunistici, invece di fermarsi ed aspettare improbabili evoluzioni politiche, hanno continuato le trattative avviate dopo l’estate 2012 e sembra che le peggiori previsioni, legate allo stallo post elettorale, siano temporaneamente allontanate” afferma Paolo Bellacosa, executive director Capital Markets di Cbre, “Morgan Stanley, Blackstone, Hammerson, Europa Capital, Carlyle, ma anche investitori core come DEKA, Allianz e alcuni fondi sovrani cercano opportunità in Italia.

 

Certo, il nodo politico va sciolto e vanno prese decisioni per far tornare il Paese a crescere nel minor tempo possibile; lo scenario generale però, non è così cupo come quello immediatamente successivo alla seconda metà del 2011.

 

In definitiva, dopo la cura Monti, le dichiarazioni di Draghi sulla irreversibilità dell’area Euro e l’annuncio dell’Omt, i timori di un default dell’Italia, e quindi dell’euro, si sono ridotti in modo significativo e l’Italia è tornata nell’orbita degli investitori internazionali”.

 

Come è anche emerso dalla recente indagine presentata al Mipim da Cbre sul sentiment degli investitori (Investors’ survey), mentre c'è ancora una tendenza significativa verso prodotti prime in mercati core, inizia ad evidenziarsi, sempre più chiaramente, un interesse verso opportunità con rischio maggiore.

 

Questa tendenza è ulteriormente supportata dalle risposte degli investitori alla domanda su quale sia tipo di investimento preferito per il 2013: il 42% ha indicato la tipologia prime, ma la restante percentuale di investitori ha segnalato le altre tipologie di investimento.

 

Tra questi, il 25% ha indicato investimenti Good Secondary e un ulteriore 25% investimenti value/added opportunistici.

 

Per quanto riguarda l’Italia, i dati preliminari su Milano, per il primo trimestre del 2013, mettono in evidenza un volume di quasi 200 milioni di euro investito nel settore immobiliare, concentrato prevalentemente nel segmento degli uffici.

 

Pur se ancora inferiore ai livelli precedenti al 2012, questo valore è il 45% superiore a quello registrato nei primi tre mesi del 2012.

 

Ciò che più è interessante e che lascia ben prevedere per il resto dell’anno, però, è l’attività corrente degli investitori che, con elevata probabilità, nel 2013 potrebbe tradursi in flussi di investimento.

 

Infatti, secondo alcune stime basate sulla conoscenza diretta del mercato da parte di Cbre, oggi esiste una pipeline di circa 900 milioni di euro solo a Milano.

 

Per quanto riguarda il resto dell’Italia, Cbre stima un’ulteriore pipeline di almeno 1,3 miliardi, prevalentemente nel settore Retail e in quello ricettivo.

 

Si tratta del valore delle offerte esclusive, oggi pendenti, su prodotti sia prime sia Good Secondary.

 

Per Milano, questo potrebbe significare un volume annuo pari a circa 1.5 miliardi, leggermente superiore a quello del 2011 e in forte crescita rispetto al minimo storico, toccato nel 2012.

 

La paralisi politica sembra aver lasciato indifferenti gli investitori.

 

Sia durante il Mipim che successivamente, il feedback ricevuto dal mercato continua ad essere positivo, anche se il peso dell’incertezza nella ripresa dell’ economia reale rimane sempre una pesante nube all’orizzonte.

 

Certo è che se le offerte attualmente esistenti venissero accettate, si assisterebbe finalmente a quel repricing tanto invocato ormai da oltre un anno, con valori ben distanti da quelli del 2006/2007.

 

Questa, però, è una realtà con cui il nostro mercato dovrà imparare a convivere, almeno nei prossimi due anni” afferma Alessandro Mazzanti, ceo di Cbre Italia.

 

Secondo nostre stime preliminari, il volume degli investimenti a fine anno potrebbe attestarsi oltre i 3 miliardi di euro: non è molto, ma è una decisa crescita rispetto al 2012 e potrebbe essere l’inizio della ripresa”.

 

 
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