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Cagliari: presentato progetto Capo Malfatano Resort

14 Dicembre 2010

- E’ stato presentato a Cagliari, Palazzo Viceregio, il progetto Capo Malfatano Resort promosso da Sitas (Sansedoni al 43,14%, Ricerca Finanziaria (famiglia Benetton) al 24%, Progetto Teulada (famiglia Toffano) al 21% e la Silvano Toti (gruppo Toti) all’11,86%.
Il progetto prevede la costruzione di una volumetria complessiva di circa 140.000 mc, dislocati su un territorio di proprietà di circa 700 ettari - dei quali ne verranno trasformati solo circa 40 ettari - nel tratto costiero di Capo Malfatano, nel Comune di Teulada, Cagliari.
Il progetto contempla la realizzazione di due complessi alberghieri, per un totale di circa 400 stanze, e di un complesso residenziale (circa 36 ville), che usufruiranno dei servizi del Resort. Il progetto si distingue per la sua elevata qualità, in particolare per la capacità di inserirsi con sensibilità nel paesaggio e nell’ambiente naturale di quel territorio.
Il vecchio piano di lottizzazione prevedeva di edificare anche nel vicino Capo Spartivento, ma Sitas ha deciso di rinunciare a edificare in quell’area riconoscendone il valore e il pregio paesaggistico, come zona da preservare incontaminata.
Sitas sta definendo con il Comune e la Regione lo spostamento delle volumetrie di Capo Spartivento, ricollocandole nel comparto di Malfatano e cedendo Capo Spartivento al Comune per la realizzazione di un parco ambientale e naturalistico.
 
Il concept del progetto
Il progetto di Capo Malfatano è stato affidato ad Arassociati, studio di architettura di Milano che vanta numerosi progetti anche a livello internazionale e che ha seguito la realizzazione del noto Campus di Tiscali a Cagliari.
Lo studio Arassociati è stato affiancato per questo progetto dall’architetto Andrea Leonardi di Milano e dallo studio Sergi di Cagliari, mentre il progetto paesaggistico è curato dallo studio dell’architetto Marco Bay di Milano e dal dottor Alamanni, stimato agronomo cagliaritano, per gli aspetti paesaggistici, ambientali ed agronomici, con lo scopo di porre la massima attenzione alla naturalizzazione del progetto, con il minimo impatto per l’ambiente circostante e favorendo la presenza di quanta più macchia possibile.
Si è cercato, infatti, di raggiungere il giusto equilibrio tra architettura e paesaggio, utilizzando pini d’Aleppo, filari di ulivi, lentischi, ginepri, piante aromatiche (come il timo, l’elicriso, la santoreggia), graminacee, arbusti della macchia mediterranea (corbezzolo, timo), gelsi e mandorli.
Sitas ha così realizzato un vivaio, in collaborazione con la Forestale, in cui sono già stati
raccolti oltre 400 ulivi, 200 pini d’Aleppo, lentischi, e migliaia di arbusti della macchia mediterranea, che verranno in seguito riposizionati nel complesso alberghiero e residenziale.
Il progetto, con un investimento previsto di oltre 150 milioni di euro, si sta sviluppando in due fasi distinte.
La prima, già avviata, si completerà entro il 2012 con una prima consistente porzione del Resort, circa 200 camere, e alcune ville.
Si stima che la seconda fase, legata all’iter di una variante urbanistica per ricollocare parte dei volumi provenienti dalla zona di Capo Spartivento, possa concludersi nel 2014.
Sitas contribuirà a finanziare la realizzazione di una strada di circa 7 Km, di collegamento diretto tra la zona costiera di Capo Malfatano e il centro abitativo di Teulada oggi raggiungibile solo dalla strada costiera con un percorso lungo oltre 20 Km; e inoltre, con la variante urbanistica, il Comune di Teulada otterrà aree in cessione per oltre 160 ettari per la realizzazione di un Parco Ambientale – un’area naturalistica vincolata - su Capo Spartivento e di un Parco Storico intorno ai resti, oggi abbandonati, di un porto antico risalente all’epoca fenicia che, opportunamente valorizzato, potrà creare un ulteriore punto di attrazione.
 
Il complesso alberghiero
Il primo albergo è già in costruzione e verrà inaugurato nel 2012, con 141camere.
La grande attenzione ai particolari, l’uso di un’architettura semplice e lineare che richiama i furriadroxus locali, fa dell’essenzialità e della sardità i suoi tratti distintivi: intonaci bianchi realizzati e miscelati a mano per le finiture degli esterni; pietre locali – come il basalto sardo e il bianco orosei –, tappeti dell’artigianato sardo e rami di eucalipto intrecciati come elementi divisori per l’arredamento interno delle stanze; mandorli, carrubi e ulivi per l’ombreggiamento dei parcheggi e della piscina, inserita all’interno di un giardino, la cui acqua richiamerà il colore del mare sardo.
Il secondo complesso alberghiero è un progetto di albergo diffuso, con 240 camere in pietra bianca immerse nel verde, incassate nel pendio della montagna, con dei piccoli patii e giardini privati.
 
La zona residenziale
Sono due le zone residenziali in programma, per un totale di 36 residenze dall’architettura molto semplice.
Le case andranno a inserirsi nel terreno e avranno dei tetti verdi, che ne garantiranno il buon isolamento termico.
 
La gestione della struttura ricettiva
Per Capo Malfatano Resort si punta ad una gestione che sappia assicurare la destagionalizzazione, per creare continuità durante tutto l’arco dell’anno.
Il complesso alberghiero impiegherà a regime oltre 600 persone tra manager, personale di servizio e manutentori. 
Il Progetto Capo Malfatano rappresenta un’opportunità occupazionale di grande portata per la comunità teuladina, dal momento che il cantiere dà lavoro ad un centinaio di persone, di cui gran parte di Teulada, e nei prossimi mesi si prevede di incrementare le maestranze coinvolte.
Capo Malfatano Resort sarà di categoria 5 Stelle e 5 Stelle lusso, dotato di SPA, piscine, sala congressi, attrezzature sportive e di ristorazione.
 
L’area archeologica a Capo Malfatano
Prima dell’avvio dei lavori, la zona di Tuerredda non era mai stata esplorata e gli archeologi della Sovrintendenza hanno iniziato gli studi grazie alla collaborazione e al sostegno economico di Sitas, che ha scelto di curare le risorse archeologiche ritrovate, di grande interesse anche per il turismo internazionale. Sitas ha infatti eseguito le attività di pulizia del nuraghe, della villa, delle cave e delle fonti conosciute nel territorio, ma abbandonate e soffocate dalla vegetazione.
Sitas non realizzerà edifici in quell’area, anzi l’ha ceduta al Comune per la costruzione di un parco storico.
 
L’iter urbanistico
Nel febbraio 2002 sono state regolarmente stipulate tutte le necessarie convenzioni urbanistiche fra Sitas e il Comune di Teulada.
Le convenzioni regolavano la realizzazione di cinque comparti (ossia i lotti edificabili),
individuati come Comparto G, Comparto E/F (a sua volta distinto tra FdiValle e Fdi Monte) e Comparto D nella zona di Capo Malfatano e Comparto H e Comparto I nella zona di Capo Spartivento.
Nel 2004 sono state autorizzate le opere di urbanizzazione dei comparti D, E/F e G, ed i relativi lavori sono stati avviati e conclusi.
Nel 2006 la Giunta regionale ha approvato il Piano Paesaggistico Regionale (PPR), a seguito del quale Sitas ha sospeso tutte le attività di sviluppo in attesa di maggiore chiarezza sulle procedure autorizzative da seguire.
Il chiarimento è arrivato con la decisione del Tar (lo scorso 30 ottobre 2007), che ha restituito ai Comuni le procedure autorizzative di tutti i progetti già avviati prima dell’entrata in vigore del PPR.
 
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