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Re Italy Winter Forum 2016: cronache di un cambiamento

di Enrico Casadei 30 Gennaio 2016

Giornata ricca al Palazzo Mezzanotte di Borsa Italiana. In occasione del Re Italy Winter Forum organizzato da MonitorImmobiliare si sono ritrovati gli Stati Generali del Real Estate italiano per discutere delle sfide che ci attendono nell’anno appena iniziato. Un primo colpo di scena si è consumato già nelle ore precedenti alla kermesse milanese: Aldo Mazzocco è stato nominato alla guida della divisione immobiliare della CDP. Inevitabili i riflettori su Mazzocco che però non ha voluto parlare nelle vesti di Chief RE Officer della Cassa, ma in quelle di presidente di Assoimmobiliare cogliendo l’occasione per lanciare un avvertimento per il 2016: l’Italia non deve sprecare la congiuntura positiva e ridare vita a un settore, quello immobiliare, ancora ancorato a logiche del passato.

 

Gli fa sponda il numero uno dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, che nel suo intervento ha spiegato come il pubblico non può, e non deve, sostituirsi al privato. Semmai i soggetti dell’alveo pubblico devono mettere in condizione le imprese e i cittadini di lavorare. Un esempio è la nuova piattaforma dell’Agenzia, OpenDemanio, grazie alla quale chiunque può controllare la situazione degli immobili in mano allo Stato e proporre un intervento. D’altronde il confronto è centrale in ogni ambito della vita e anche l’avvocato Alfredo Romeo ne è convinto. Pur non potendo partecipare al convegno ha voluto scrivere una lettera ai partecipanti che si chiude proprio con la speranza di un dibattito: “Aspetto che si apra il confronto. Ci conto. Ci dobbiamo credere. Questa è la vera sfida per tutti noi. Ma è una sfida che può risollevare il mercato e l’economia generale di questo Paese”.

 

Che il momento sia propizio è emerso chiaramente nel corso della giornata anche dai vari report che sono stati presentati. Ad esempio la ricerca di JLL, presentata dal responsabile dell’ufficio studi, Cristina Zanzottera, ha messo in luce come l'Italia sia l'unico Paese politicamente stabile nell'area del Mediterraneo e questo giustifica una view positiva su tutto il 2016. O ancora, RICS, per bocca del suo capo economista Simon Rubinsohn, è fiducioso per quanto riguarda il nostro Paese. “Milano è già ripartita e anche se non è tra le città che guidano il mercato in Europa, è senz'altro tra le mete sotto i riflettori degli investitori. Per il resto del Paese persiste un po' di ritardo, ma il sentiment è positivo”. Senza contare che già l’anno scorso si erano registrati numeri incoraggianti. Secondo il presidente di Scenari Immobiliare, Mario Breglia, “il mercato immobiliare italiano nel 2015 ha invertito il ciclo negativo degli ultimi anni e ha chiuso l’anno con una crescita complessiva del fatturato del 3,7%”.

 

Dalla giornata è emerso anche un altro tema fondamentale: il rapporto con le banche. E le critiche sono fioccate. “Il sistema del credito ha riaperto i cordoni della borsa verso le famiglie, ma molto meno rispetto alle imprese”, ha detto infatti alla telecamera Claudio De Albertis, presidente dell’Ance. Le prime pallottole che l’immobiliare deve schivare, secondo Luca Dondi, direttore generale di Nomisma, sarebbero proprio “le tensioni finanziarie degli ultimi giorni scaturite dagli eccessi creditizi pregressi”. Anche Massimo Caputi, vicepresidente di Assoimmobiliare, interpellato sul tema si è scaldato: il problema principale del Real Estate sono i crediti bancari, “oltre 200 miliardi di npl che prima o poi sarebbero esplosi”. Tutto questo avrebbe portato a un blocco dei finanziamenti nell'immobiliare, non ancora del tutto superato. La bad bank, secondo Caputi, è infatti arrivata in ritardo. Ma dopo la levata di scudi, alla ricerca di sciogliere il bando della matassa.

 

Una delle risposte della politica è stata il lancio dell’Osservatorio Parlamentare sul Mercato Immobiliare nella sessione pomeridiana dell’evento. “L’Osservatorio – ha spiegato il presidente Vincenzo Gibiino - vuole individuare un percorso virtuoso di riscatto del settore, contribuendo a velocizzare i tempi, portando a sintesi le posizioni della politica, rappresentata da oltre cento parlamentari membri dell’Osservatorio stesso, e delle associazioni di categoria”. Il senatore è ancorato all’idea che sia necessario un massiccio intervento di defiscalizzazione per aiutare l’immobiliare. “È necessaria una forte defiscalizzazione per il settore, che consenta a medio-lungo termine di ritrovare una nuova redditività per chi investe nel mattone nel nostro Paese”. Gibiino parla di redditività nel suo discorso conclusivo. Allo stesso modo Mazzocco qualche ora prima aveva parlato di redditività. Il primo propone di abbassare le tasse. Il secondo no. Mazzocco, dopo un lungo discorso in cui ripercorre i problemi di fare dell’immobiliare un business legato all’inflazione come in passato, si era infatti concentrato su quello che deve essere l’obiettivo degli operatori: net yield, efficienza, filiera. Mazzocco non ha chiesto nulla al Governo. Ad ogni modo, dalla nuova kermesse milanese del Real Estate è emersa una sostanziale unità di vedute sulla necessità di serrare i ranghi. Tutti devono fare il proprio dovere e devono fare gioco di squadra, se non altro per non fare del premier Matteo Renzi un bugiardo: questo deve essere l’anno del mattone.

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