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L’Europa recupera appeal

di Luigi Dell'Olio, Monitorimmobiliare 8 Gennaio 2017

Dopo una lunga correzione, l’immobiliare recupera appeal come asset finanziario, ma le opportunità vanno individuate singolarmente perché il settore nel suo insieme continua a presentare delle criticità. È l’opinione di Cécile Blanchard, director of real estate market research di La Française.

 

A suo avviso il 2017 potrà essere l’anno del riscatto per l’immobiliare?

Per decenni in Europa l’incremento dei prezzi immobiliari è stato principalmente spinto dall’indicizzazione dei canoni locativi a seguito di una regolare inflazione. A partire dalla grande crisi finanziaria del 2007, questo meccanismo di creazione di valore ha iniziato a vacillare. Inoltre dal 2010, la crisi del debito sovrano ha trascinato i mercati in una nuova era segnata dal ribasso ininterrotto dei tassi d’interesse. 

Questa contrazione ha anche interessato i tassi di rendimento degli immobili e provocato un forte e rapido rialzo dei prezzi d’acquisto. 

Oggi quindi i due motori di valorizzazione dell’immobiliare segnano il passo e gli operatori del settore devono essere più abili nella gestione degli assets per generare  performance interessanti. 

 

Dove individua valore?

L’immobiliare offre un potenziale di creazione di valore ancora significativo e soprattutto stabile. Infatti, nonostante il calo registrato in questi ultimi anni, i tassi di rendimento immobiliari restano superiori a quelli delle altre asset class e con una volatilità globalmente più debole. L’incremento dei prezzi avverrà quindi principalmente attraverso l’aumento dei redditi da locazione, soprattutto per gli uffici e i negozi che si distinguono per liquidabilità e qualità. A giungere progressivamente alla fase di maturità sono, inoltre, nuovi prodotti di diversificazione, con cicli più lunghi dovuti a fattori demografici e sociali strutturali, che propongono dei rendimenti più elevati e dei cash flow stabili nel tempo.

 

Quali le aree geografiche e i settori preferite?

La Française investe solo nei mercati di cui conosce bene le caratteristiche, grazie ai team presenti fisicamente in Europa. Il patrimonio gestito è ripartito principalmente in Francia e Germania ed anche in alcune grandi città europee  come Amsterdam e Londra. 

La maggior parte degli investimenti riguarda uffici e negozi core. Favoriamo quindi gli assets più accessibili e più visibili, ad elevato standard ambientale, in località “centrali” e modulabili. Sono questi gli immobili che rispondono meglio alla domanda degli utenti, generando redditi più stabili  e consentendo una migliore protezione del capitale investito.

La nostra strategia di diversificazione incoraggia anche l’acquisizione d’immobili che hanno cicli più lunghi, come le residenze per anziani, per studenti e gli hotel.

 

 

Avete titoli italiani o asset nella penisola?

Per il momento non abbiamo investito in Italia; seguiamo tuttavia questo mercato con grande interesse, vista la sua vicinanza sia geografica, che culturale con il mercato francese.

Il mercato italiano appare in progressiva ripresa. Dopo il picco raggiunto nel corso del 3° trimestre del 2012, il tasso di rendimento prime a Milano ha continuato a registrare un calo, in linea con la tendenza osservata in tutti i mercati europei, attestandosi ormai a un livello inferiore rispetto ai mercati come quello di Francoforte, Düsseldorf e Amsterdam, che godono di prospettive economiche nettamente più favorevoli. Da quest’estate infine gli affitti prime si sono riorientati al rialzo, indice di una ripresa del mercato.

Questo articolo, è presente su REview di questa settimana. Leggi gratuitamente il numero completo!

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  970.0000 82,307,410 0.036
  751.0000 50,075,929 0.028
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