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12 Giugno 2026
Un Paese che tira la cinghia su (quasi) tutti i consumi, costretto però a spendere quello che riesce faticosamente a risparmiare in tasse per la casa.
E in una situazione del genere ci si domanda come mai il mercato residenziale – pur con i mutui a tassi così appetibili e con prezzi degli immobili così ribassati – non risale la china?
I dati Istat sulla spesa delle famiglie italiane del 2004 e del 2014 sulle abitudini (obbligate) dei nostri connazionali non lasciano dubbi in materia.
Negli ultimi 10 anni la spesa media - che ha toccato i 2.489 euro al mese - è aumentata, sempre in media, di soli 108 euro (+4,5%).
Scendendo nel dettaglio si scopre che questo aumento è dovuto interamente alle spese per l'abitazione, accanto ad altre due voci in aumento, rappresentate da telefoni cellulari e automobili.
Complice l'aumento della tassazione su immobili e rifiuti – su cui il governo Renzi ha promesso tagli già a partire dall'anno prossimo - quella per la casa è la voce di spesa che sale di più (+21,9%) ed assorbe quasi il 37% del budget familiare.
Gli italiani sono stati costretti invece a limare le spese in tutti gli altri settori.
I trasporti (-36,9%), l'abbigliamento (-30%) e il tempo libero (-18,3%) sono le voci sulle cui risparmiamo maggiormente rispetto a dieci anni fa.
Ma anche a tavola si taglia: le spese per i beni alimentari sono diminuite del 7,9%, mangiandosi così il 17,5% del budget familiare.
A subire quella che l'Istat definisce una “stagnazione dei consumi” è soprattutto il Sud.
Le famiglie del Mezzogiorno nel 2014 possono spendere solo 44 euro in più rispetto al 2014 (+2,3%), mentre al Nord si sale a 101 euro (+3,7%).
Il maggiore incremento di spesa per area geografica spetta comunque al Centro dove, con 2.608 euro di spesa media mensile, l'aumento decennale è stato di 216 euro (+9%).
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